Liceo Leopardi Majorana,11 marzo 2008
Mi ritrovo a tarda sera a ripensare all’incontro tenuto oggi in classe riguardo al progetto”tossicodipendenze”.
Tengo a sottolineare che mai prima di oggi l’argomento abbia attirato così tanto la mia attenzione da rendermi quasi immobile ad ascoltare per più di un ora e mezza…
Toccante e a mio parere commovente la testimonianza che abbiamo potuto ascoltare dal signor Luigi Dal Bon,che ci ha raccontato con lucidità e trasparenza la sua triste esperienza nel mondo della droga.
Mi ha colpito,lo ammetto!..era la prima volta che sentivo una testimonianza diretta di chi nel”tunnel nero”,come lo definiscono gli adulti,ci era passato. Mi ripetevo costantemente nella testa le parole che venivano dette,a tratti quasi spaventata dalla”nitidezza”con cui venivano pronunciate.
Ho avuto alla fine un senso di stima verso quell’uomo,si quell’uomo che a differenza di altri ha avuto il coraggio di dare una svolta a una vita già stanca e segnata,nonostante la giovane età.
Un senso di stima perché ha saputo reagire,a differenza di mollare,di lasciarsi scivolare la vita dalla mani..perchè per molti è più facile darla vinta a un destino che ha gia segnato la propria vita..perchè molta gente non ha più la convinzione che lottare porta sempre a una meta,negativa o positiva che possa essere.
Oggi questo incontro mi ha fatto ripensare a molte scene di vita quotidiana che vivo ogni giorno.. scendo alla mattina dalla corriera e li trovo sempre lì,ragazzi sui 20 anni,oramai gregge abbandonato al loro destino…
Alle volte provo rabbia..rabbia perché non riescono a capire quello che si stanno facendo,rabbia per dei genitori che”chissa dove sono”,rabbia perché potrebbero essere dei ragazzi diversi..
Alle volte però penso che non è tutto facile come sembra,che chi ha iniziato ad auto-lesionarsi non l’ha fatto perché era un ragazzo felice,che aveva una vita come tutti..
Mi ritrovo molte volte ad allungare loro un semplice soldo,con la speranza che non lo usino per comprarsi la droga..anche se a volte ho quasi la sensazione di essere loro complici,di allungare il soldo per dirgli”si ,bravo…io ti do i soldi e tu ti droghi”…
Purtroppo noi giovani,io..non ci sappiamo dare una risposta.
Credo sia molto facile parlarne da estranei che da principali protagonisti…ma credo sia altrettanto difficile,soprattutto alla nostra età,capire completamente il senso di tutto questo.
Concludo riportando una frase che ho annotato sul quaderno che mi ha colpito e che penso non dimenticherò facilmente:” Se oggi mi trovassi faccia a faccia col Luigi di 25 anni fa gli direi: “non dare niente per scontato e lasciati sorprendere dalla meravigliosa bellezza della vita, che ha sempre qualcosa in serbo. E ascoltati di più dentro, per sentire di cosa veramente hai bisogno. E non fuggire davanti alle contrarietà, non scappare a rifugiarti in un mondo illusorio”.
Una testimonianza a mio parere di grande volontà e immenso impegno.
Spero di ascoltare,magari tra vent’anni un altro libro di un ragazzo che è uscito da questo incubo, di un altro “ragazzo della panchina”..magari di quel ragazzo che ogni giorno,scendendo dalla corriera guardo in faccia sentendomi tanto inutile…
Un grazie dalla ragazza in ultima fila che oggi,forse veramente per la prima volta come vi ha detto, si è sentita trattata da “adulta”.
Elisa












Aprile 4, 2008 alle 5:47 pm |
Ciao Elisa e grazie per la sensibilità che dimostri.
Nei confronti di un problema grosso e complesso come quello con cui sei venuta a contatto – e non solo tra i Ragazzi della Panchina – ad un certo punto tu scrivi: “noi giovani,io…non ci sappiamo dare una risposta”.
E’ vero, la vita comprende un mucchio di problemi senza risposte facili o già confezionate. Quando ci si accorge che non tutto ha risposte scontate, che la vita è ricerca, che le risposte uno deve cercarsele dentro… si fa un salto di qualità, di maturità.
Forse è proprio questo che ti ha fatta sentire adulta…