31 luglio

luglio 31, 2008

visita a manuele in ospedale, sta benon, speriamo che tenga botta. ringrazia tutti per quello che è stato fatto in questo periodo. angelo ( non putty, un altro angelo. la sede abbonda di angeli, direbbe semplicementegio..) ha riparato la lavatrice che non caricava tanto bene. adesso è tutto ok, ma suggerisce di aggiungere un filtro perchè il problema non si ripeta. il presidente parte per il messico, per il convegno mondiale sull’hiv: e noi qua a sudare col ventilatore…

p.s. piovono da ogni parte  complimenti per lo spettacolo: che sia da crederci?


30 luglio

luglio 30, 2008

The day after! Tutti stanchi, complice anche il grande caldo, ma contenti. Si commenta l’ottima performance di ieri sera e si mangiucchiano gli avanzi del rinfresco. Partono telefonate a Jaky (sta bene in quel di Auronzo e lo andremo a trovare nei prossimi giorni) e a semplicementeGiò (non in splendida forma ma la stiamo recuperando) ma il momento clou è una gelida granita offerta da don Alberto. Da estendere a tutti i suoi complimenti per lo spettacolo. Qualcuno ha visto articoli sulla stampa locale? Un mazzone di chiavi che ho perso? Vabbè fatevi sentire!


tutti al parco San Valentino martedì 29!!

luglio 28, 2008

Sarà il nuovo lavoro teatrale di Pino Roveredo ad impreziosire questa settimana il già ricco cartellone dell’Estate in Città. Martedì sera al parco San Valentino va in scena infatti, in replica dopo il successo dell’11 giugno scorso all’Auditorium Concordia, “La Pankina”, il testo dell’autore triestino, vincitore del Campiello 2005, che fotografa la nascita del gruppo dei Ragazzi della Panchina, a metà degli anni novanta a Pordenone. Sul palcoscenico si intrecciano le vicende di dieci personaggi che gravitano attorno ad un luogo, la panchina, che il resto del mondo a scelta disprezza, ignora o teme, in ogni caso evita. Per loro al contrario è un residuo di calore umano, di relazione, dopo tante porte chiuse in faccia e tanti torti subiti e fatti. Quest’ultima traccia di umanità è destinata a svanire perché è stato deciso che la panchina verrà rimossa, e con lei quelle dieci vite, con grande soddisfazione dell’Uomo Comune, rappresentato da uno spazzino. Quella appoggiata al muro dell’ospedale Civile di Pordenone è per Roveredo il simbolo di tutte le panchine presenti nelle città, tanto più perché è stata in grado di opporsi attraverso le proprie iniziative alla propria estinzione, restando a distanza di quindici anni, come dimostra lo spettacolo in scena al Parco San Valentino, un punto di riferimento per chi vive quotidianamente problematiche inerenti all’uso di sostanze stupefacenti o a patologie quali l’HIV. Attraverso il teatro, attraverso i libri scritti in questi anni (da I Ragazzi della Panchina di Letterio Scopelliti del 1996 al recentissimo  Noi!! Viviamo di Francesca Merlo, passando attraverso Karica Vitale di Gigi Dal Bon) i Ragazzi della Panchina hanno saputo tenere aperto un dialogo con la città su un tema per il quale spesso non si trovano le parole, coinvolgendo lungo il proprio percorso anche quell’Uomo Comune che in origine non sentiva ragione.  Ed ora lo spettacolo varcherà i confini regionali e…nazionali! Sono previste infatti già due date per l’autunno: a Napoli e, è quasi certo, in Svizzera.

Martedì sera  l’occasione per (ri)vederlo a Pordenone.

 

Il gazzettino, 27 luglio 2008

 

 

 


25 luglio

luglio 25, 2008

Pomeriggio “messicano”.. d’altronde come veri felini sappiamo oziare in modo incredibile prima del grande scatto. Così si assestano gli ultimi colpi (rinfresco, articoli ai giornali locali, telefonate agli amici più vicini) e poi siesta! Qualcuno dormicchia sul divano, qualcun’altro va a farsi un caffè al bar, si sfogliano svogliatamente i giornali, si masterizza qualche cd per un’amica ai domiciliari, si ascolta musica e si chiacchiera del più e del meno sgranocchiando patatine. L’azione più organizzata del pomeriggio è una partita a scala 40 dove Katie zitta zitta e dopo un’inizio disastroso caccia fuori in un sol colpo il sottoscritto, Mauro e Gigi (che all’inizio elargivano consigli del tipo “..ti converrebbe far così..”, “.. è un gioco che sembra facile ma..”, ecc). Buon fine a tutti.


“La Pankina”: a grande richiesta in replica!

luglio 25, 2008

“Nel 1995 il “ghetto” della tossicodipendenza pordenonese partoriva nel dolore i “Ragazzi della panchina”. In quattordici anni, tra alti e bassi, tristezze e gioie, l’ obiettivo di creare con il resto della società comunicazione, interscambio e soprattutto accettazione è stato centrato al punto da varcare i ristretti confini provinciali e regionali. Non sorprende, dunque, che la “Pankina” (con quel “k” dal sapore di “anni caldi”) sia diventata la decima fatica teatrale del premio Campiello Pino Roveredo e che la sua realizzazione in scena sia affidata al Teatro Instabile, diretto dallo stesso Roveredo, caratterizzato proprio dalla non-continuità di “quel” mondo (la stessa, secondo la tesi, di “questo” mondo) trasformata in forza e creatività. Una gremita sala dell’auditorium Concordia ha applaudito la prima dell’opera offerta al pubblico pordenonese l’11 giugno e ora in replica al Parco di San Valentino il 29 Luglio alle pre 21 per l’Estate in Città. In sessanta minuti fitti fitti sono emerse dal palco le storie del clochard, del tossico irrecuperabile e della ragazza suicida, degli amori sbagliati ma possibili e di quelli veri ma impossibili, del morto per overdose e del carcerato più o meno a vita, in un crescendo di “esempi” culminato nella convincente interpretazione della “prostituta pazza” Fulvia, impersonata dalla brava Mina Canfora. Come contraltare le monotone lamentele di Andrea Picco, non a caso nelle vesti di “spazzino” a raffigurare, negli occhi di chi siede sulla “pankina”, il così detto “mondo bene” viziato dai preconcetti che l’intera opera si sforza di demolire. “Oltre gli stereotipi. La panchina – per dirla con le parole dello stesso Roveredo – come simbolo di libertà e contro le etichette. Perchè non c’è nessun tossico, ma persone con un nome e una storia e tanta voglia di vincere la propria battaglia”. (da un articolo di Lisa Rizzo, il Gazzettino)

L’Associazione è felice di invitare voi tutti con le vostre famiglia ed amici.

Vi aspettiamo martedì sera!


LA CRISI

luglio 24, 2008

Loro le consideravano “importanti”, non si dice più gravi, ma per me, paradossalmente   erano le più abbordabili. Dopo la prima, in una maledetta notte in un maledetto pronto soccorso, non accennavano a lasciarmi e nessuno sapeva quando e se l’avessero fatto. Le crisi, come le chiamavano, le sentivo arrivare, con tutte le conseguenze che questo ne comportava, paure e angosce che le aiutavano anche  a crescere di intensità, come ne avessero avuto bisogno.

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9 luglio: mercoledì

luglio 24, 2008

Ho dormito tutta la notte! Non mi sembrava neanche vero… Ne avevo proprio bisogno!

Sono quasi le 8, mi preparo, faccio colazione e mi dirigo verso la spiaggia. C’è piuttosto caldo, ma si sta bene. Non mi sento per niente inquieta.

Verso le 12.30 ritorno all’hotel e, dopo una doccia rigenerante faccio un giro di negozi. Uno mi colpisce particolarmente:vendono abiti di pelle. Sono le 13 o giù di lì, è pieno giorno ed il tipo che ci lavora comincia a fare il pirla. Così non compro nulla e me ne vado. Poi pranzo, faccio una penichella e facendo un po’ di zapping in tv mi fermo su un programma di cartomanzia..beh è tanto che non mi faccio fare le carte, penso. Telefono e chiacchiero con un certo Thomas. Amore, lavoro, tutto bene..mah vedremo!

Dopo un po’ me ne torno in spiaggia, prendo il sole e osservo i bagnanti…faccio qualche bagno e cammino lungo la riva del mare. Noto che nonostante sia piena estate, non c’è moltissima gente. Guardandomi intorno penso, finalmente sono libera, lontano dagli impegni quotidiani e dalle chiacchiere mondane!

Cala il sole, passeggio lungo piazza Aurora. Mi fermo ad osservare un artista e così poco dopo mi faccio fare una caricatura; parlo con lui del più e del meno, ritorno in hotel e mi fermo un po’ in salotto, accendo la tv ed ascolto un interista a Lilli Carati. Non la si vedeva da molto tempo, che tenerezza!un agnellino tra i lupi!!Come ha commentato la conduttrice del programma. Lilli era finita nel tunnel della droga e della pornografia. Una ragazza così bella, con un anima pura. Ora una donna finalmente serena (dopo la clinica e la comunità). Ma quanto gli è costato, ha dovuto attraversare il dolore fisico, mentale e spirituale. Oggi ha 52 anni, vive con i genitori, segue a madre. Si è riconciliata con se stessa e la famiglia, ecco cosa porta l’inquietudine e la ribellione alle regole e ai soliti schemi.

Finito il programma salgo in camera, prego la madonna, ascolto un po’ di msica e mi rifugio tra le braccia di Morfeo.

Giò