Una volta corre la lepre…

settembre 30, 2008

Adesso ho deciso: non lo cago più. Mia madre me lo diceva sempre: Una volta corre la lepre…. Mia madre mi dice anche che sono scema, a correre dietro agli uomini. Tanto non cambia niente, che gliela dai o che non gliela dai, tutto resta uguale. Ma cosa deve fare una donna come me? Mi son messa i tacchi bassi, son stufa dei tacchi alti. Sono preziosa, anche senza tacchi…Mi devo far desiderare! E invece a lui gli piace zompare di qua e di là, come il marchese del grillo. Io non riesco più a capirli, sti uomini, non so più come prenderli. Ma tu, Gigi, li capisci,  Tu che sei Uomo? Deve ancora crescere, anche lui, è inutile. E invece con la Giò ci vuole una regola. Ho delle giornate, in ‘sto periodo… Meglio che sto in campana, per un po’, in compagnia di una bella cioccolata con le nocciole.

Semplicemente Giò


29 settembre

settembre 29, 2008

Seduto in un caffè io non pensavo a teeee… Scusate, ma era impossibile trattenersi! Che dire di questo 29 settembre?  Che è giornata di certezze: data certa per lo spettacolo a Padova: 7 novembre al Cinema teatro MPX; data certa per la presentazione di Noi!! Viviamo a Pordenone: 11 novembre al convento di San Francesco; data certa per la partenza di manuele per Auronzo: 6 ottobre ore 8 del mattino; data certa per la prima riunione della redazione del giornale: martedì 30 settembre ore 17 in sede. Cioè domani, e ancora non sappiamo come battezzarlo… sotto con le idee! soprattutto l’incredibile…e se lo chiamassimo proprio L’INCREDIBILE?


Ou.. gò fat par cior el telefono..

settembre 29, 2008

“Cossa falo quel la? Chi che le?” In mezzo al niente in una carreggiata bianca della Meduna tra canne alte di mais, con la mia bici stavo guadagnando strada verso il paese. Un tipo in lontananza appoggiato con i gomiti sulla capote della sua Panda stava chiedendo troppo al telefonino che strapazzava tra le mani. Man mano che mi avvicinavo vedevo sempre più chiaro che la Panda pendeva verso la sua destra sul ciglio della strada in modo esagerato. “Ardito come parcheggio, ah.. ma lè dentro el foss.” Le due ruote destre erano dentro uno scavo stretto ma fondo seminascosto da erba incolta. Il tipo accortosi di me fermandosi riconcesse un futuro al povero telefono e cominciò a guardarmi. Vidi che la sua espressione diventò curiosa, poi di colpo stupefatta. Lo guardai bene in faccia.. “Ma varda.. ma quel li lè.. porco bestia vara chi che lè!” Un sorriso ora apparve sul volto del non più ignoto sconosciuto

– Ou Stefano atu parchegià cussì par via del trafico? Leggi il seguito di questo post »


26 Settembre

settembre 26, 2008

Si procede su tutti i fronti: spediamo informazioni a Padova per lo spettacolo, si fissa la data per la “partenza” di Manuele (e questa volta non dovremo avere sorprese) e si fanno ipotesi sul giornale con la Mara molto motivata. Da segnalare il passaggio del Putti acciaccato e nervoso che poi se ne va ridendo, una visita lampo della Giorgia e semplicemnteGiò con nuovo taglio di capelli + tinta. 


PER STACCARE UN PO’ LA SPINA

settembre 26, 2008

Accaduta in via Nomentana a Roma

Un signore anziano a bordo della sua auto resta fermo allo scattare del verde.

Un tipo dietro con una macchina sportiva abbassa il finestrino e sportosi gli dice:

-A nonno guarda che più verde de così nun diventa!-

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25 settembre

settembre 25, 2008

ore 15 e30, trema la sede al roboante annuncio di semplicementegiò: potrei fare un calendario! flagello è talmente sconvolto dalla notizia che le chiede hai una sigaretta? lei che non fuma… si vedono un po’ tutti, oggi, compreso il zozzo in gran forma, con le piastrine di nuovo su. la mara porta un po’ di appunti sparsi su come va fatto il giornale: avendo lavorato per un sacco di tempo al gazzettino è una delle risorse principali della futura redazione, che con ogni probabilità inizierà a riunirsi martedì prossimo nel tardo pomeriggio. a proposito ci sono ancora margini di scelta per il nome del giornale, sotto con le proposte. Il presidente scarica da internet un bando di concorso per un nuovo progetto, bando che è più lungo da leggere…Scusate scusate interrompo il diario per annunciare che in questo momento è arrivato il Tantrico!!! Riprendiamo.. dicevo è più lungo da leggere che realizzare tutto il progetto! Il Tantrico è profumatissimo e sbarbatissimo: annuncia cenetta con dopocena, che sappiamo essere sempre di qualità, ma soprattutto di quantità. La ceca è già storia, adesso bazzica con una che gli fa l’anatra ripiena…


24 settembre

settembre 24, 2008

Arriva conferma per una nuova rappresentazione dello spettacolo a  Padova: a presto i dettagli, pronto il cd di Robbie Williams per Cesco (suo fan n.1 qua in sede) che da giorni lo voleva visto che quello vecchio non andava più per l’usura. Max Flagello si lancia nel pc per acoltare musica, oggi è partito con Willy Deville ma l’apice è stato raggiunto con gli Stray Cats: schiocco di dita, su in piedi, sguardo alla Mara, la invita a ballare, lei dice ok e ballo rock’n’roll scatenato.. scena di altissimo livello!

A metà pomeriggio una gradita visita: è venuto a trovarci il nuovo parroco del Don Bosco, abbiamo scambiato due chiacchiere di conoscenza e gli abbiamo lasciato il libro della Franca. Buona impressione e.. avremo modo di conoscerci e frequentarci.


23 settembre

settembre 23, 2008

prima bella notizia:Noi!! Viviamo è in viaggio verso l’Argentina! Franco, l’infermiere del Sert, l’ha inviato a una specie di Fogolar Furlan a Buenos Aires. Lì, ogni giovedì si riuniscono gli emigranti friulani e parlano di qualcuno di “famoso” della loro,e nostra, terra. Uno di questi giovedì toccherà alla Mitica Franca. Grazie all’altrettanto mitico Franco!

Seconda bella notizia: la Mara ha fatto la residenza a Cordenons, e oggi siamo stati dall’ass. soc. per vedere di fare un progetto. L’incontro è andato molto bene.

Terza bella notizia: Pino ha parlato di noi con Don Ciotti e probabilmente riusciremo ad incontrarlo e , chissà, anche a fare lo spettacolo a Torino. Non so se mi spiego…


nero?

settembre 23, 2008

Il primo bianco che ho visto? Woytila! Era Papa di Roma, io avevo undici anni ed è venuto in Congo. Io ho detto ma papà, perché loro bianchi e noi neri come il carbone per cucinare? Lui mi ha detto perché loro da quando erano piccoli han fatto doccia tutti i giorni e per questo bianchi. Allora io ho detto anch’io voglio diventare bianco e ho cominciato a far doccia tutti i giorni. Poi mio papà era nero, ma mio zio mobutu era più chiaro, mentre cugino di mio padre era nero nero nero.  Allora io chiesto a mio papà: ma perchè lui e così nero?  Perché lui lavora in campagna e non c’è la doccia pulita, c’è solo fiume. Non lo so se adesso hanno messo l’acqua in casa, ma a quei tempi tu svegliava e andava a fare bagno al fiume, ma lì c’era il pesce nero e io avevo paura.


IL BANCO DEVE SALTARE

settembre 22, 2008

Ero di nuovo in circolazione, ma la mia camera era trasformata in una stanza di degenza in cui svettava la bombola d’ossigeno. Ero ancora a rischio black out. La memoria faticava a tornare, non riuscivo a capire quello che mi veniva detto, la testa fischiava, a volte mi trovavo in una strada senza sapere cosa ci facessi, in posti senza ricordare perché ero lì; dopo qualche passo tutta la mia stanchezza si presentava costringendomi in qualche modo a recuperare, fermandomi cercavo le mie forze in ampi respiri in attesa di momenti migliori. In qualsiasi parte come arrivavo, imperativo: cercare posti su cui potersi sedere. Scalini, fioriere, termosifoni, nei luoghi più impensati, naturalmente avevo addosso gli sguardi di tutti: “guarda lì.. giovane, grande e grosso e non pensa ad altro che a riposarsi: voglia di far bene saltami addosso.” Leggi il seguito di questo post »