29 marzo

marzo 31, 2009

Mattinata di riunione, pomeriggio di conti,  fotocopie e firme: domani scade il termine per la rendicontazione del contributo regionale e la burocrazia aspetta, ma non concede proroghe. Quindi, sotto con la nota spese. Si aggira per la sede il broncio insolitamente incazzato di gigi per questioni di tasse e sbagli di anni e di migliaia di euro  di danni.  Il blog nel frattempo taglia quota 50mila contatti! e anche la giornata vira verso una bella serata di primavera. Alle sette però il punjab entra in rivolta e succede un po’ di parapiglia, sedato dopo una buona mezz’ora profferendo le quattro parole magiche:  adesso chiamo i carabinieri.

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SssssT, parla il direttore….

marzo 30, 2009

L’avevo promesso da tempo, ma ora basta promesse e scrivo.

Ragazzi, siamo già al numero due e io ancora non vi ho ringraziati per il lavoro fatto per il numero uno…che razza di direttore che sono!! Perciò, sorry a tutti e soprattutto complimenti a tutti. Il giornale è davvero un mezzo potente per parlare di voi e della nostra città, ma sta diventando soprattutto quello che volevamo: un laboratorio di creatività e di libertà di parole che unisce, stimola, rimette in circolo energie e dignità. Progetti. Bene così, continuiamo così. LDP è bello, semplicemente vivace, vivo, vitale e VERO. Resterà così, ne sono convinta, perché la nostra non è mica una redazione normale, sapete? Nelle redazioni “normali”, certo si ride, si  scherza, ma alla fine si discute di politica, di incidenti e di indagini di polizia. Si cerca, lo garantisco, di dare spazio alle persone, ma chissà perché per quanto siano queste le notizie più appetibili per il lettore, per quanto tutti lo sappiamo,bhè nelle redazioni “normali”, le persone con queste storie normali entrano di rado. E soprattutto di rado possono scrivere con tanto di titolo e di foto, sulla loro storia. Da noi si può, si deve anzi. Altrimenti che LDP sarebbe? Stiamo crescendo rapidamente: compito mio sarà tenere Andrea e Gueri con i piedi per terra, compito loro, vostro quello di tenere alta l’adrenalina e l’entusiasmo che servono per creare questo sano e vero “quarto potere”. Sarà un gioco di equilibri in cui tutti potranno entrare. Perciò Ragazzi, chiunque voi siate provateci a scrivere. Scommetto che una volta mosso il primo passo, non vi fermerete più…

Un abbraccio a tutti  

Milena


Nevio el murer

marzo 29, 2009

-Ou Nevio te vedo un fià malamentre stamatina, satu do che sen almanco?-

-Tasi tasi no son neanca andà a dormir, son vignuo drit a lavorar, go na  piomba doss.. no sta dirghelo al paron eh..-

-No no figurete, ma cossa atu fat?-

-Stanote a le due lè vignuo Gigi Sbicego a sveiarme, l’avea la vaca che la stava partorendo, se ghe davo na man, ghe gera anca Nelo Cirinà-

-Ah ò capio, el trio pacai- 

 

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Noi e Paul Auster

marzo 26, 2009

rispondeva a domande dalle nove di mattina, ma con grande disponibilità ci ha concesso un po’ di tempo per fare due chiacchiere. Gli studenti gli avevano chiesto praticamente tutto, la traduttrice che nel tragitto da dentro a fuori (“okay, ma andiamo fuori perchè ho bisogno di fumare” sono state le prime parole che ci ha rivolto..) si dilegua,  l’emozione crescente e la realizzazione di dover parlare in inglese hanno reso quei cinque minuti un tempo eterno. però, alla fine, anche lui legge Libertà di parola!


25 marzo

marzo 25, 2009

Pomeriggio trafficato, oggi servono 2 té per soddisfare tutti. Tra i molti da annotare Max Flagello in splendida forma e verso sera la nostra cara Giorgia che chiede informazioni sul grande exploit di ieri con Paul Auster. In attesa del post ci facciamo gli occhi con le foto scaricate qui nel pc. A domani!


24 marzo

marzo 24, 2009

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beh, oggi è il grande giorno di paul auster! domani metteremo le foto, ma è stata un grande emozione poterlo incontrare, anche per  poco tempo. Un’intervista maccheronica, certo, tra l’emozione e un inglese fluent così e così… però grande personaggio! gli abbiamo lasciato il nostro giornale e una copia di Noi!! Viviamo, anche se ha confessato di non parlare una parola d’italiano..


Letto a una piazza (grande)

marzo 23, 2009

Sono stato veramente a bologna per cercare lavoro. A bologna non conosco amici africano ma solo amici italiano. Là lavoro c’è ma di abitazione non mi conviene, per quello che mi sono tornato ancora qua a Pn. Speriamo che trovi lavoro, sennò mi toca tornare ancora a bologna a vivere in mezzo ai topi. Nell’abitazione  là vai dentro e tu vedi veramente disastro: tu dormi qua tu dormi là , sempre solo una stanza. Trecento euro ala testa dormire un mese. Non si può fare vivere gente così, ho visto sei letto nella stanza, io sette. Quello proprietario di quella casa là si vede proprio che lui terrone perché  il suo modo di parlare. Lui solo uno in sua casa, noi sette persone tutti là.  Là non c’è agenzia, là c’è ufficio di collocamento: vai là scrivere il tuo nome numero di telefono e loro non vuole vedere immigrati senza lavoro e ti chiama subito. Non come qua agenzia che spetta spetta spetta non ti chiama mai. Un padrone cerca operai, e ufficio ti pesca e porta là. Agenzia non vuole più noi che avevamo lasciato lavoro da Zanussi.  Quando sono uscito dall’ufficio collocamento cercato subito strada per mi tornare a Pordenone. Ho dormito in stazione in bologna  e c’è anche pieno di gente là che dorme, fuori là c’è prostituta che qua a pordenone non c’è. Si io sindaco là posso dire guarda prendiamo loro tutte diamo loro luogo d’incontri; non possono stare in strada. Io pensato meglio vivere a pordenone, meglio a Pordenone dormire. Da Adele, in cantina.