31 luglio

luglio 31, 2009

Il mese si chiude in modo spensierato. Dai primi conti sulle presenze si vede che in sede son passate quasi 90 persone e ci sono state 40o presenze.. non male. Intanto Jarnail è felice come una pasqua, canta a squarciagola e ride e scherza con tutti:  ha deciso anche lui di tornare in India e quindi lavoreremo per un altro rimpatrio assistito. Insomma 3 su 4 degli amici indiani che frequentano la sede e che si aggirano senza fissa dimora potrebbero avere una conclusione dignitosa delle loro vicissitudini. Speriamo la burocrazia e la precarietà del loro presente non giochino strani scherzi. 

Intanto ogni giorno qualcuno ci ferma per sapere se è vero che la sede chiuderà: da amici in cooperativa a rappresentanti di tutte le forze politiche, da ex tirocinanti ai vicini fino ai vari cittadini che Gigi ben sa intercettare nei suoi spostamenti.

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28 luglio

luglio 28, 2009

mattinata di riunione del giornale, pomeriggio di riunione di gruppo, tantissima carne al fuoco. vista la canicola, alla fine della seconda riunione scatta la meritata anguria.  Oggi giornata superaffollata (si contano trenta persone) ma la palma del migliore va senza ombra di dubbio a Fede detto Defi e all’esilarante racconto sulla serata del concerto di Madonna conclusasi la sera dopo a Lignano con lo Zulù ustionato a strisce orizzontali. In mattinata da segnalare anche che Diego porta Xavier a prendere  contatti con l’ennesima comunità, mentre nel pomeriggio accompagna Pal dall’assistete sociale per le carte del rimpatrio assistito. In serata acquisto dei libri per le recensioni dell’inserto di LdP su Pnlegge. 

P.s.: questo post è dedicato a di chi ogni volta ci dice ma voi, di preciso, che cosa fate?


27 luglio

luglio 27, 2009

ultimi titoli disponibili per le recensioni: oggi vittorio si aggiudica “il suggeritore”, manuel “brucia la città” e laura “La ragazza di vajont”. felix arriva con una borsa di leccornie e nonostante il caldo ci scappano ovetti di cioccolata e caramelle. Il pakasson in splendida forma si riposa dopo una mattinata di stuccatura.  Notizie sulla sede: stando ai giornali pare che se la compreranno quelli dell’associazione che sta al piano di sopra, con qualche finanziamento strano. staremo a vedere. certo, se fosse così, la carità cristiana dell’opera sacra famiglia si commenterebbe da sola.


24 luglio

luglio 24, 2009

Nel primo pomeriggio si svolge la riunione del consiglio direttivo dell’associazione quindi ci si attiva per il rimpatrio assistito di Pal in India. Memori della precedente esperienza con Sani cerchiamo di essere brevi ed efficaci così oggi prepariamo le scartoffie e martedì appuntamento con l’assistente sociale del Comune per concludere il tutto. Verso sera scalcettate e commenti veri sugli articoli apparsi in questi giorni sul Messaggero.  


Lettera aperta al Sindaco, il messaggero, 23 luglio

luglio 23, 2009

Caro Bolzonello, mi rivolgo a lei con una lettera aperta, dopo aver letto che è esecutivo lo “sfratto” dei Ragazzi della Panchina dalla loro sede. Mi rivolgo a lei soprattutto perchè conosco la sua disponibilità umana e perchè è sempre stato in prima linea nelle questioni sociali. Caro Sindaco, tanti anni fa avevo un amico. Un amico vero. Un amico fragile. Arrivava da una città lontana, e si fermò nella nostra Pordenone solo alcune stagioni. Nei primi tempi passò qualche serata con me e con i miei amici di allora, quelli del branco. Era giovane, un ragazzo  o poco più, ma già i suoi occhi dimostravano una difficoltà. Quella difficoltà del vivere che rischia di portarti lontano, lungo strade ripide, scivolose, dalle quali si può anche cadere giù. Poi sparì. Si dileguò. Nessuno lo vide più. Alcuni dissero che era tornato nella sua città d’origine, altri che aveva semplicemente cambiato zona, altri ancora lo pensarono vagabondo per il mondo. Invece ritrovai quel mio amico in via Montereale, steso sopra na panchina, durante una mattina di vento e freddo. Si copriva con una giacca vecchia, batteva i denti, stringeva una lattina di birra e chiedeva qualche spicciolo, per farsi. Mi sedetti lì accanto a lui, sopra una panchina che nessuno voleva guardare, e mi raccontò le sue capriole cattive, la sua storia eagerata, tirò fori tutta la fragilità che lo riempiva. Dopo quel giorno, non lo rividi mai più. Da uel giorno è passato tanto tempo. NEgli ultimi anni, per via dei miei racconti, ho conosciuto altri ragazzi che hanno vissuto perte della vita sopra quella famosa “panchina”. Alcuni non ci sono più, altri invece sono diventati i coordinatori dell’associazione. Questi ragazzi hanno avuto nel tempo, e lo hanno ancora oggi, il compito di non lasciare per strada quelle anime fragili, di dare loro un riparo, un po’ di calore, un abbraccio, una carezza. Offrono un sostegno alle anime bisognose, come quella del mipo vecchio amico che non c’è più. La mia non è una presa di posizione, non è una questione politica, non è una richiesta. La mia è una preghiera. Proprio così, una semplice preghiera. Caro Bolzonello, la prego, faccia tutto il possibile perchè la sede dei Ragazzi della Panchina rimanga aperta.  Il nuovo luogo lo troverete assieme. Ma l’importante è che continui a vivere. Non lo chiedo per me, io non ne ho mai avuto bisogno. Non ho interessi personali, nè di lavoro, nè economici. E lei, caro Sindaco, lo sa che non verrei mai a chiederle un “favore personale”. Lo chiedo per la nostra città. Lo chiedo per Pordenone. Lo chiedo per il rispetto dovuto a tutti e a ciascuno. Lo chiedo per quel mio amico che tanti anni fa avrebbe avuto bisogno, perchè oggi, un posto per quel mio amico ci sarebbe. Per favore, faccia in modo che ci sia anche domani, quel posto chiamato “sede dei Ragazzi della Panchina”.

Massimiliano Santarossa


22 luglio

luglio 22, 2009

Ieri giornata affollata e vivace: la mattina redazione con lista dei libri da commentare per l’inserto del prossimo LDP e pomeriggio gruppo intenso per cominciare a sbrogliare la matassa.

Oggi niente da segnalare, tutti al riposo e con poche energie.. scopriamo articoli in prima pagina del Messaggero Veneto di cui non avevamo notizia, praticamente si segnala la notizia dello sfratto. Alla prossima.. 


10.000 lire

luglio 22, 2009

10.000 lire. Per noi: io e l’Agnoloto, uno della compagnia della prima fumata, non era male come cifra, soprattutto per lui visto che erano suoi e doveva fare tutto il fine settimana e anche più. Era la mancia elargita dalla sua mamma pescata dal suo taccuinone con lo scrocchio che portava sempre nella tasca del grembiule, oggetto delle mal celate attenzioni del figlio. Però c’era una cosa da fare una volta per tutte, per cui spenderle:  mettere la parola fine a questa storia, anche a costo di passare le feste senza soldi, tanto cosa cambiava, non era una novità. L’Agnoloto mi aveva proposto di fare insieme quello che quei soldi benedetti avrebbero permesso di fare: scoprire il mondo delle polverine magiche. Vista la preoccupante fama di cui godevano le “pesanti” pensò bene di dividere con me per stare un po’ più tranquillo, e anche perché eravamo amici. In quei tempi l’acqua del Meduna, il fiume del mio paese, era ancora pulita, cristallina. Cominciai da ragazzino di nascosto dai miei ad andarci: ogni giorno, dopo la scuola, ero come un’ochetta. Diventò il mio ambiente, acqua buona, posti tranquilli; quindi dove potevo andare se non in qualche buco ben nascosto nel suo greto che sentivo mio. L’occasione era di quelle fatidiche: una pera, la nostra mia prima pera. Faina il fratello di Attila in quel periodo aveva quello che ci serviva. Leggi il seguito di questo post »