27-07-2010

luglio 27, 2010

Pomeriggio sereno e tiepido in sede. Qui tutto parte con il punto della situazione in via Interna con il buon Zamai. Riflettiamo insieme sull’iniziativa di Mercoledì. A mente fredda, al di là dell’entusiasmo del momento per il gran numero di persone presente o per le uscite abbastanza in gamba tesa di qualcuno dei presenti in sala, che lì per lì ha fatto tremare i più quasi pensando “azz qui salta tutto per aria”. Invece no, bene bene. Gli allibratori (Gueri) possono cambiare mestiere (“No no Zamai non parla, figurati…”). Si certo, ovviamente il gran condottiero non è contento della sua performance (“mah avrei potuto dire così, fare colà, magari era fuori luogo o troppo complesso quello che ho detto”). Invece direi di no, sempre più persone stanno capendo le dinamiche della sede, sempre più persone ci fanno i complimenti a fine serata, nonostante, e anzi, grazie a, tutto. Attorno ai raga della panka colla kappa ormai c’è una rete, una rete di consensi e perchè no anche di affetti. Direi che di strada ne è stata fatta proprio tanta da quando c’era solo una panchina come segno d’emarginazione. Adesso è invece segno d’inclusione, di un luogo che si pone come alternativa a i “non-luoghi” nei quali il pregiudizio o la velocità del vivere moderno ogni tanto ci relega. Una cosa importante, inoltre, insieme alla fondamentale memoria di quale sia stato il proprio percorso, è la gratitudine verso chi c’è stato in questi anni, chi c’era mercoledì, e chi ci sarà domani. E’ stata scritta dall’incrollabile Stefano una lettera di ringraziamento, appunto, agli amici presenti, proprio perchè chi porta avanti un percorso come il nostro sa che un “grazie” non è mai una parola superflua o stucchevole. Dicendo la mia, un grazie a chi mi permette di prendere parte a questa avventura, e permette questo anche a chi non ha voglia di scrivere su questo blog in questo fine pomeriggio di fine luglio, anche se forse direbbe cose ben più interessanti (via al toto scommesse…chi sarà la fanciulla in questione??)

Infine, restando in tema, un mega grazie anche a chi indomito ha affrontato la selva d’erba (non più) presente qui di fuori. Questo invece chi sarà? Mah…secondo me è l’incrollabile di cui sopra…! 😉

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Presentazione LDP

luglio 26, 2010

Ecco per voi alcune foto della presentazione del nuovo numero di LDP alla Biblioteca di Pordenone

Il quadro che Renzo Quaglia ha donato alla Biblioteca di Pordenone.

Le foto sono di Roberto Gnesutta


Giovedì 22 Luglio

luglio 22, 2010

Tutto abbastanza regolare in quel di Viale Grigoletti. Si parla di questo luglio che sta facendo il suo mestiere e ben lo sappiamo. Comunque vediamo, dicono che pioverà un po’ questo fine settimana e il buon Stefano afferma che le temperature non raggiungeranno più i picchi di questi giorni. In sede ci sono gli aficionados di sempre e si parla del più e del meno, ma soprattutto ci si confronta riguardo all’iniziativa di ieri sera in biblioteca. Molto bene secondo me, e secondo tutti. E’ stato molto bello entrare col nostro modo di fare in un posto così importante del città. Col nostro modo di fare, certo. Infatti i Ragazzi della Panchina si sono mostrati per quello che sono, ovvero una terra di mezzo, un dialogare tra realtà in apparenza inconciliabili. Il parlare con la rabbia di chi vive da anni la strada non viene messo ai margini ma accolto e fatto proprio. Forse, mi si perdoni per la castroneria, è stato addirittura un bene che ci siano stati dei momenti di tensione. Ci siamo mostrati per quello che siamo, fuori dalle occasioni un po’ finte in cui si è pettinati e in ordine a sciorinare le solite frasi fatte. L’improvvisazione è il notro terreno, questo è ciò che ci rende un’entità dialogante diversa, dove ogni cosa prende corpo, dove non ci si esclude (o al più si entra in relazione per calcolo), ma dove la partecipazione è la stessa natura del contatto. E’ stato bello dire due parole dopo aver preso inaspettatamente il microfono in mano. Ovvio, si lasciano sempre fuori dei pensieri e in fondo è bello così, perchè in questo modo si cercherà un’occasione successiva per esprimersi. Secondo me importante è cogliere ciò che ci ha portati ad essere lì, ovvero essere nel principale luogo cittadino di espressione culturale, anche se forse un vero e proprio passaggio e trasformazione non c’è. La nostra ricetta infatti è la continuità, la continuità nel cammino e nel dialogo con tutti, nella capacità di far convivere i vari livelli all’interno di una stessa tematica (ad esempio raccogliere la rabbia di chi in un momento si sente impotente e nello stesso tempo essere in contatto con le istituzioni, e sempre di più), tutto questo mettendosi in gioco mantenendo un piede nel progetto e nel fluire a volte quasi inafferrabile degli eventi, e l’altro nel ricordo di chi siamo. Spesso siamo portati a dire che il ricordo ci paralizza e la prospettiva ci spinge a dimenticare, ma noi siamo la dimostrazione che è possibile far conciliare queste dimensioni. Questo era quello che volevo dire anche riguardo al discorso sull’approfondimento “i giovani”, ovvero che i “salti” tra le varie “generazioni” forse non ci sono, perchè credo che la storia sia divisa artificiosamente da noi e dai nostri canoni estetici e steccati ideologici, ma per il resto si presenti perloppiù come un continuo. Spesso siamo noi a creare il muro contro muro anche forse dove non ci sono. Questo succede alle volte anche nell’agire nelle politiche sociali, poichè spesso si entra in contatto con le istituzioni e si chiude un capitolo, dimenticando la propria storia, considerandola tutto in un colpo un peso e non più il proprio ossigeno e la propria ispirazione. Riguardo alla memoria questa è fatta non solo di un muro zeppo di locandine delle inziative organizzate in questi 15 anni o di pile di lettere dal carcere alte così, ma anche di relazioni interrotte continuate sviluppate generate accolte. In questo sento che una persona se ha piacere potrebbe scrivere due righe, passando un po’ lo straccio sul suo blog un po’ impolverato…

Se vuoi… a te il microfono, Gigi…


Il diavolo e l’acqua santa

luglio 22, 2010

Le polveri si son bruciate si, eccome.. un botto! A pensarci adesso la presentazione del numero 6 di LDP sembra “messa in scena da un regista esperto” come diceva Claudio Lolli. Dalla serata è uscito un inizio scoppiettante di contestazioni e amarezze, botte e risposte che non si connettevano tra loro. Al mio fianco un signore con un bambino si è alzato allargando le mani e se ne è andato. Ma se è per il bambino che l’ha fatto, per evitargli di assistere ad una mal parata  ha perso una grande occasione per far scoprire al piccolo, che potere hanno il buon senso la pazienza e le parole se usate nel modo giusto. Si è dovuto aspettare che uno dei nostri (aiutato) si esaurisse in  disapprovazioni, ed anche un po’ in protagonismo (sala piena) prima di entrare nel vivo della  serata. Partito dalla citazione dei relatori al ricordo di Felix è finito ad inveire un po’ su tutto, sistematico, ed anche non con le persone giuste. Però anche lui è rimasto fino alla fine, perché la serata non ha annoiato nemmeno lui che lo voleva snobbando e brontolando, e nell’applauso finale c’era anche il suo. C’è poco da fare, questi sono i ragazzi della panchina, questo è il loro pane, ed è bene che si sappia che non si è un gruppo di zombi imbottiti di calmanti senza mordente con i problemi atrofizzati, che si creda erroneamente che a noi vada tutto bene rose e fiori guardate che bravi che sono. È bene che si sappia che è questo il terreno in cui l‘associazione si muove, le difficoltà gli umori negativi gli eccessi.. e nonostante questo è presente viva e attiva, ha imparato a camminare con i problemi sotto ad un braccio e con quello di buono che si può spremere nell’altro, è proprio questa la sua peculiarità, il suo merito, fa convivere tiene assieme e lei stessa lo è: il diavolo e l’acqua santa


Scoop

luglio 21, 2010

Ci siamo, fuoco alle polveri. Oggi c’è la serata alla biblioteca di piazza xx settembre, in piazza appunto. I nostri coinvolti sono in atmosfera da imminente uscita sul palcoscenico. Ma e allora se deve essere che sia e non se ne parli più no?! (impazienza) no no che se ne parli invece. Una bella cosa per noi sarebbe una buona partecipazione, così se facciamo una figuraccia la facciamo per bene e di qualità. Intanto Zamai stamattina, richiamato prendendola larga al dovere dell’intervento, appena ha capito dove andava a parare il discorso è saltato con un “noooo!!!” ma dopo la solita incarnata ha chiuso con un rassegnato  amaro: “si va bene” mm.. furbo come il peccato. Salirà o non salirà a dire qualcosa? Io che sale lo do a 10

Boom! Scoop, in questo momento le nostre agenzie stanno battendo un comunicato shock: -un plauso dalla presidenza della regione per l’iniziativa, che si dichiara dispiaciuta per non poterci presenziare, troppo poco il preavviso, per la prossima..- Ci attrezzeremo.

Capito la fortuna che avete tutti voi? Potete dove nemmeno la presidenza può: venire alla serata

Alle solite 20.30, quando arrivate li chiedete di noi e vi saremo dati, amen fratelli, e sorelle (w le sorelle)


Martedì 21 Luglio

luglio 20, 2010

Eccoci qua siorri e siorre. Si comincia con una bella sudata salendo sul treno, poi un po’ di refrigerio data da quel filo di aria condizionata presente sulle carrozze e poi via verso via Interna. Lì si racchiude il top della sapienza dei panchinari. Lì si snocciolano i concetti cardine. Un ringraziamento a chi riesce ad esprimerli, e poi si cerca ognuno per quanto può di condensarli in termini fruibili. Si parla anche un po’ di domani sera. L’appuntamento è importante, si presenta come sapete il nuovo numero di LdP nella bellissima e nuovissima biblioteca comunale in piazzale XX settembre. Ore 20, 30. Passate, è importante esserci, essere in tanti, essere un gruppo che si muove unito in un’occasione davvero importante . Poi si improvviserà alla grande come sempre, ma come anticipazione posso dirvi che ci sarà un discorso del buon zamai che varrà il prezzo del biglietto (tranquilli scherzo si entra gratis!). Non ne abbiamo avuto un assaggio stamane e siamo ancora qua che che vediamo girare i neuroni a mò di flipper. Per il resto in sede procede bene, senza particolari scossoni, il che può essere  tratti una cosa piacevole. Ci sono i pilastri di sempre ad animare la vita dei pankinari tra scala 40 e ping pong, ma tutto muovendo il numero minore possibile di muscoli per non pagare un prezzo troppo alto in termini di calore corporeo. Un benvenuto a Valentina, la nuova educatrice del Ser. T. che si muoverà da qui in avanti tra equipe al Servizio, lavoro on the road e pomeriggi in sede, insomma un super lavoro sui vari livelli. Di questo si è anche parlato oggi. Della possibilità di essere addirittura spaesati dalla grande plasticità che hanno il tempo e le attività in sede. All’inzio è normale credo essere un po’ inclini a chiedersi “qual è il mio posto?”, ma il tempo è galantuomo e noi siamo amici del tempo. Verso fine pomeriggio passa una studentessa di psicologia che studia a Padova che probabilmente da questo autunno porterà un po’ di calore leccese all’interno della sede. Ci si muove, insomma; ci si lamenta per il caldo ma, in fondo in fondo, stare fermi è una cosa che proprio non rientra nelle possibilità contemplate… 😉


FELIX

luglio 20, 2010

Cercando di recuperare tutti i nostri documenti che il disco fisso del PC si è mangiato abbiamo trovato queste chicche e volevamo condividerle con voi, è un piacere avere delle foto sorridenti di Felix perchè è così che lo vogliamo ricordare.