Cose da ladri

gennaio 31, 2011

Oggi giornata di vento freddo, di quello che taglia il viso. Tra i tetti, dalla terrazza “al belvedere” della casa dove tra poco andrò a vivere lo sentivo fischiare tra i comignoli. Sole si ma se deve fare un’aria fredda così.. che la giornata se lo tenga pure il suo sole, c’è un freddo tra quei muri inanimati.. crudo come si dice. Però a me sta anche bene così perché asciuga, in casa fervono anche lavori che hanno bisogno di asciugare, la pittura per intendersi. Oggi sono quattro giorni che i travi interni hanno preso una mano di cera satinata ed ancora hanno macchie lucide di materiale bagnato. E allora per questo un po’ di aria che ben venga, spero che gli dia il colpo di grazia perche come sappiamo il vento porta via l’umidità, asciuga, basta che non ingeli e tutto va bene. E quando dalla terrazza tra i tetti me lo sono sentito sferzare sul viso come una lama, vista l’analogia del tempo e del lavoro mi è venuto in mente di quando il pittore lo facevo io. Leggi il seguito di questo post »


DECALOGO 2

gennaio 28, 2011

Già a partire dalla sua fondazione, il gruppo Ragazzi della Panchina ha avuto come obbiettivo la promozione di un cambiamento sociale e culturale, sia all’ interno del gruppo di persone che consumano sostanze, sia nella comunità cittadina, che andasse nella direzione di un’integrazione tra i due gruppi. Tutti gli obbiettivi, tutte le strategie, tutte le iniziative di questi anni sono state volte a creare le condizioni per cui il processo iniziato acquisisse nuove risorse e si consolidasse nel corso del tempo, consci che il cambiamento passasse per una mutazione di stereotipi e luoghi comuni talmente radicati nel tessuto sociale da richiedere molto tempo per essere modificati.

“Le iniziative pubbliche dei Ragazzi della Panchina utilizzano la cultura in una duplice veste. Da un lato la sua indubbia capacità di comunicazione indipendentemente dallo strato o gruppo sociale di appartenenza, dall’altro in veste riparatoria, terapeutica. Se per chi smette di usare sostanze sul versante individuale i conti con se stesso sono in pari, questo tuttavia può non bastare se nell’ intimo resta una sorta di colpa pubblica non saldata, di conto rimasto aperto con il tessuto sociale, proprio perché il proprio percorso non è stato conosciuto e quindi riconosciuto come tale dagli altri. Emerge così dal profondo il bisogno di ricomporre anche una propria immagine sociale che restituisca quella dignità pubblica persa in quelle che sono a tutti gli effetti cerimonie pubbliche di degradazione (il proprio nome sui giornali, il carcere, la condanna sociale) e la necessità di un atto per così dire riparatorio, condiviso, pubblico. Perché tutto ciò avvenga, e qui sta il ruolo del gruppo, è necessario che ci sia un mediatore tra i due attori, individuo e società. Qualcuno riconosciuto da entrambi che li porti ad incontrarsi in una cornice diversa da quella in cui si erano incontrati in precedenza. Qualcuno che ristabilisca la comunicazione tra due parti distanti tra loro, che permetta loro di conoscersi e riconoscersi a vicenda.”

Dott. Alessandro Zamai, Medico del Sert di Pordenone

 

 


Classi di ferro

gennaio 26, 2011

Già si è partiti, martedì le classi: II Cc e II Dc del liceo G. Leopardi- E. Majorana di Pordenone nostro, nell’ambito del progetto che si ripete annualmente: educazione alla salute “prevenzione tossicodipendenze” hanno subito una nostra visita. Devo dire che per noi è stata una soddisfazione con questi ragazzi, più volte sventolati dagli addetti come classi tra le migliori infatti hanno fatto onore alla nostra visita. Ma non facendoci inchini, ma partecipando e dialogando come si fa per bene, e stavolta anche i maschi, vero Ada? La paura di esporsi e dire qualcosa non ha toccato il loro modo di fare. E ancora una volta a lezione inoltrata ci siamo sentiti dire da una studente Leggi il seguito di questo post »


DECALOGO 1

gennaio 20, 2011

Per i 10 anni della sede abbiamo creato e stampato un decalogo. Abbiamo raccolto i 10 punti che caratterizzano il nostro lavoro. Ora uno alla sttimana lo mettiamo nel blog così anche chi non ha la possibilità di avere quello cartaceo potra leggerlo. Buona letture

Siamomo i Ragazzi della Panchina di Pordenone. Pordenone, nord est d’Italia: piccola città, ricca, con un reddito pro capite medio alto, città con importanti insediamenti industriali e in cui vi è pressoché piena occupazione. Città, anche, in cui il rapporto percentuale tossicodipendenti-popolazione era, nel corso degli anni ottanta, tra i più alti d’Italia. Una forte contraddizione in termini di qualità della vita tra la maggioranza della sua popolazione e una minoranza signifi cativa della sua giovane generazione, che esploderà a metà degli anni novanta quando Aids, overdose, solitudine si portano via dieci ragazzi in poco più di un mese. La città è costretta ad aprire gli occhi, ma non c’è dialogo tra i due mondi, non c’è un linguaggio comune. Serve un ponte, tra chi sosta sulla panchina davanti all’ospedale civile, e chi passa di lì e non può più fi ngere di non vedere.

“Sicuramente il ’95 fu l’anno più orribile per chi frequentava con costanza giornaliera quella panchina. Uno alla volta, ho visto sparire gran parte dei miei amici. I più vicini, e i tanti conosciuti negli anni tra piazza XX settembre, la casetta, piazza delle corriere, il Municipio, infi ne al capolinea della panka vicino all’ospedale. Li ho visti spegnersi uno dopo l’altro a poco a poco: aids eroina e solitudine se li sono portati via. L’angoscia si accumulava così in fretta che neanche l’eroina era più suffi ciente a coprire tutta quella merda… Dieci ragazzi morirono in quaranta giorni e per molti altri era solo questione di settimane. L’Aids stava cambiando volto e creando vuoti in quella panca davanti all’ospedale civile, era iniziata la mattanza…ed è proprio fra quelle persone in attesa che si forma il gruppo della Panka. In quei momenti diffi cili a sorpresa questo gruppo acquistò un incredibile forza interiore, soprattutto quando Carlo, il leader, e altriamici, chi nel clamore chi nel silenzio, allungarono la lista di partenza.”

Gigi Dal Bon, “Karica vitale”, ed. Biblioteca dell’immagine


Lunga vita

gennaio 18, 2011

E avanti con le missioni dei ragazzi della panchina, dal comando arrivano ordini a nastro, credo che mai come in questo momento l’ass sia impegnata in così tanti fronti, così tanti che non saprei elencarli tutti. E non è neanche tutto qui, gli armaioli stanno preparando le armi per le battaglie che già sono in programma nel prossimo venire. Come esempio possono andare bene anche le scuole, molte le classi nei vari istituti che un giorno ci vedranno entrare nelle loro aule, appunto mai come in quest’anno. Credo che qui il servizio di Alessandro Gaeta e mamma rai che lo ha trasmesso, abbiano smosso delle acque. Intanto da appuntare dell’immediato passato (lunedì scorso) una visita di due ore e tre quarti (due lezioni ininterrotte) all’università di PD alla facoltà di scienze delle tossicodipendenze, da parte di tre nostri incursori votati per la causa anche all’estremo sacrificio: il dott Zamai per curare l’aspetto medico e scientifico, e in qualità di battitore libero, libero di intervenire quando voleva , mi ha ceduto anche il posto mettendosi all’esterno del trio cattedrato “siediti tu qui che io intervengo quando ho qualcosa da dire” poi ho capito bene, capitava di avere tra le gambe la zampa della cattedra, capito il furbone? Poi  la Ada presidente dell’armata dei ragazzi della panchina, Leggi il seguito di questo post »


Con i nostri tempi…

gennaio 14, 2011

Come detto che giovedì sarebbe stato un gran giorno di novità, così poi non è stato scritto nulla!!! Siamo belli e bravi ma con i nostri tempi… Comunque è iniziata la redazione del giornale, che ricordo continuerà ogni giovedì e sono uscite delle interessanti idee da sviluppare per il prossimo numero. Non perdete l’occasione per esserci, assieme a noi anche la giornalista Milena Bidinost per darci una mano, per fare in modo che a scrivere gli articoli non servano necessariamente grandi doti, basta fantasia. Ci siamo dimenticati di inserire l’articolo di LdP delle scorse edizioni e la possibile bella news non c’è, per la precisione sarà da rimandare ma magari lunedì vi racconto di cosa si tratta. Ovviamente lunedì si fa per dire! Bene signori e signore, vi auguriamo un felice week end, che possiate riposare o in caso contrario che la fatica che dovete fare sia ricompensata, economicamente o moralmente.


Libertà di Parola

gennaio 12, 2011

Il giornale LdP (Libertà di Parola) ultimo numero dell’anno 2010, sta andando a ruba, tanto che in diverse zona della città siamo già passati a rimpinguare il numero dei giornali lasciti per essere presi e letti. Ci sono, nonostante lo sforzo di portare il giornale nel maggior numero di luoghi possibili della città, alcuni posti dove non siamo ancora arrivati con la distribuzione, ma contiamo nei prossimi giorni di portare a termine anche quel poco che manca. Domani sera potremmo avere delle importanti novità per quanto riguarda la possibilità di rendere fruibile il giornale alla cittadinanza, in questo post non dirò nulla per scaramanzia ma speriamo che domani vi possa scrivere delle belle news.

Nel frattempo ricordo che da domani e per ogni giovedì, ci si incontrerà in sede in Viale Grigoletti n°11 dalle ore 15 fino alle ore 16.30 circa per formare il gruppo redazionale del giornale Libertà di Parola. La possibilità a partecipare non è vincolante, è aperta e libera, non ci sono un numero di presenze minime o altro che possa in qualche modo legare chi voglia partecipare al progetto, quello che conta sono le idee e la voglia di confrontarsi, di esprimersi. Vi aspettiamo!!!