E la grava la buttiamo via?

febbraio 25, 2011

Maaa-mmaaa mia dammi cento lire che in grava voglio andar. Ceeentooo lire te le do-o ma in grava no no nooo!!

E perché no? Neanche fosse in America, e poi non servono mica soldi per andarci, la grava non costa niente, con cento lire ci si vive e ci si fa pure una casa senza neanche toccare il capitale di partenza nonostante il posto esclusivo. E allora visto che non servono fondi ci si può anche andare senza il becco di un.. senza neanche cento lire appunto.

Così deve aver pensato (fatto sicuro) Tregua il legionario, personaggio emblematico delle mie parti conosciuto da tutti sia pur evitato da altrettanti. Un tipo che non ama stare tanto con la gente, perché non capito da molti nostri colleghi di vita, brillanti e abbondanti (il contrario di scarsi, andate a Sacile e capirete cosa si intende quando si da dello scarso a qualcuno) così abbondanti da non decifrarlo da tanto semplice è. Tregua il legionario è chiamato così perché nel suo passato c’è la legione straniera. Ha un posto nella casa di riposo del paese ma agli agi e svaghi della struttura preferisce starsene fuori per conto suo, a volte scompare anche per dei giorni senza dire niente a nessuno, dove va? Leggi il seguito di questo post »


Campagna governativa contro la droga 2011

febbraio 23, 2011

Questo è lo spot della nuova campagna governativa antidroga, che ne pensate?


Mercoledi 23 Febbraio

febbraio 23, 2011

Con oggi si sono conclusi gli incontri nelle 14 classi del Leo-Major a Pordenone. E’ stato un mese intenso, ricco di tante parole e di tanti significati che sono sati riversati nelle ore a disposizione. Abbiamo distribuito in ogni classe e ad ogni alunno un questionario, una scheda di gradimento rispetto all’intervento realizzato, rispetto alle loro esperienza con le sostanze e con l’alcol. Abbiamo così a disposizione una cosa come 280 schede da analizzare e da comparare, un bacino di inestimabile valore per fare le dovute considerazioni, per poterci migliorare, per essere incisivi anche in tutta quell’area giovanile all’interno della quale fare prevenzione. In ballo ci sono ancora un paio di appuntamenti scolastici da mettere a punto e da realizzare… insomma una bella sfida. La stagione invernale è ormai quasi messa in soffitta e le giornate di sole e di clima mite stanno portando il lancio a nuove cose da fare. Si pensava di dare una bella pitturata alla sede, c’è in ballo l’organizzazione di un gran convegno sulle sostanze, c’è lo spettacolo teatrale nuovo da mettere in scena, c’è la rinnovata presenza dell’associazione alla Festa in Piassa a Villanova di Pordenone, ci sono varie idee per organizzare un po’ di grigliate tra Meduna e dintorni, ecc ecc ecc. Abbiamo fatto tantissimo per questa città, con dei costi per la cittadinanza che rasentano il ridicolo, eppure non ci accontentiamo, siamo pronti per risvegliarci in primavera come i fiori, un po’ per non perdere le spine ed un po’ per fare colore.


Ragione……….

febbraio 19, 2011

Abbiamo gli occhi che spesso ci ingannano,

con la ragione che vuole sempre spiegare.

Allora guardiamoci senza giudizi,

così l’Amore non avrà ragione ma sboccierà libero come un Fiore.

 


DECALOGO 5

febbraio 17, 2011

Contemporaneamente al lavoro svolto in sede, è stato curato il rapporto con il contesto, con la realtà esterna costituita dai cittadini, che di fronte al problema della dipendenza da sostanze ha avuto inizialmente reazioni rigide, di totale chiusura e con una connotazione negativa. Per proporre qualcosa di alternativo all’ idea negativa che c’era di fondo sono nate diverse iniziative che pian piano hanno smantellato questo tipo di pensiero. Ad esempio adesso quando qualcuno di noi va dal panettiere o dalla fruttivendola, questi ci chiedono dell’associazione, in qualche maniera si mostrano interessati ad un problema che prima li vedeva contrapposti.

“Come tutti i problemi che creano ansia, la “tossicodipendenza” veniva in qualche maniera messa in un angolo e delegata ai servizi specialistici come i Ser.T. Il nostro obiettivo era destrutturare questo modo di pensare, far sì che tutti ne parlassero, che non avesse valore solo l’opinione degli “esperti”. All’interno del gruppo ci sono state diverse discussioni per capire se impiegare delle energie per far questo avesse un senso. C’erano infatti molti altri problemi, tra cui ragazzi che non avevano lavoro, altri che vivevano per strada, o che avevano problemi con la giustizia, altri ancora che avevano l’HIV. L’idea principale era quella di concentrarci su questo tipo di problemi. Ma fare solo questo signifi cava fare lo stesso ragionamento degli operatori dei Servizi. Ci sono state molte critiche all’interno da parte dei ragazzi perché ritenevano che i problemi fossero altri, e questo genere di iniziative a molti di loro sembrava una cosa incomprensibile, ma io ritengo che questa offerta che è stata fatta alla città ha generato curiosità in merito ai problemi dei ragazzi, e ha costruito l’idea che la relazione avviene attraverso uno scambio alla pari. Questo rapporto con la città è stato come un valore aggiunto che siamo riusciti ad ottenere grazie a un lavoro di più di 10 anni.”

Dott. Alessandro Zamai, stralcio dell’ intervento al convegno “Per una svolta paradigmatica nel consumo di sostanze illegali“ Padova, luglio 2005

 


Martedì 15 Febbraio

febbraio 15, 2011

Giornata di scuole anche questa mattina per il Dott Zamai, Ada, Chiara ed io. La prossima settimana saranno le ultime tre classi del Majorana a chiudere il “tour de force” di questo mese che ci ha visti incontrare ben 14 classi. Anche oggi è stata una giornata all’insegna del dialogo, dell’incontro e dello scontro, com’è giusto che sia. Abbiamo imparato molte cose anche oggi, come professionisti e come persone ed è questo importante, arricchirsi. In sede stiamo vivendo un momento di altissime affluenze, sulla media dei 25\30 persone al giorno, periodo che dura ormai dall’inizio dell’anno circa. Questo risultato è frutto di diverse cause, che magari nei prossimi giorni potremmo analizzare, ma di certo c’è che “gli sbandati” sono un po’ meno in giro ed un po’ meno esposti ai casini, agli errori, ad occhi giudicanti. Stando qui in sede poi, molti si stanno dedicando al prossimo numero del giornale, alle attività del teatro, alle scuole, insomma.. un momento di vitalità elevato che in realtà non è quantificabile in termini solo numerici però, anche quelli danno il valore e l’importanza dell’esperienza, delle attenzioni e delle fatiche che ogni giorno ci vogliono per fare in modo che essere in molti diventi potenziale spendibile per molti. A domani


DISCRIMINAZIONE O INADEGUATEZZA?

febbraio 11, 2011

Sono passati quasi trent’anni ma non è cambiato molto. Del virus HIV, quello che causa l’AIDS, si sa tutto, è stato fotografato, si sa come si replica, quali sono le vie di trasmissione, si sa quanto vive, si sa i danni che fa e soprattutto si sa benissimo come evitarlo e ucciderlo. Nonostante la ricerca e la scienza abbia fatto passi da gigante l’ignoranza delle persone sembra fare passi da gambero, e la cosa sconfortante è quando capita con persone che lavorano nell’ambito medico-sanitario. Da anni ho problemi ai denti e in tutto questo tempo ho sempre cercato di tamponare alla meglio con dei dentisti compassionevoli che cercavano di sistemare la mia bocca in modo da permettermi di masticare senza farmi spendere molti soldi. Oggi avevo deciso di prendere in mano la situazione e di rivolgermi al meglio che offre la piazza e affrontare finalmente l’investimento necessario per trasformare la mia bocca in una Ferrari del nutrimento. Il sogno è durato poco mi sono scontrata con i pregiudizi di sempre. Leggi il seguito di questo post »


DECALOGO 4

febbraio 10, 2011

“L’uomo di fronte ai fatti estremi”: è questo il titolo della prima iniziativa pubblica del gruppo, nell’ottobre 1995. Invitato a parlarne è uno dei massimi poeti italiani, Andrea Zanzotto. L’originalità dell’iniziativa, un poeta di tale levatura che incontra un gruppo di strada e la cittadinanza nel più importante teatro cittadino, segna una svolta nel rapporto tra il gruppo e la città. Da allora moltissime sono state le personalità pubbliche che hanno permesso alla voce del gruppo di esprimersi attraverso l’autorevolezza della loro voce e portare perciò il messaggio oltre le barriere del pregiudizio.

“Una decina d’anni fa ebbi degli incontri con dei giovanitossicodipendenti di Pordenone in gran parte malati di Aidse perciò in continua agonia. Era stata una giovane contagiatae già morta, Dina, a indicare il mio nome e i miei versi. “Iragazzi della panchina” li chiamavano, perché si ritrovavanodavanti a una panchina nei pressi dell’ospedale e quandoli conobbi la malattia ne aveva già falciati quindici in unmese e mezzo. Mi avevano invitato a recitare i miei versi sultema della morte e a leggere i loro, carichi di soffernza, disentimenti aspri e di speranze (a quel tempo ancora vaghe)nella medicina e, appunto, nella poesia, alla quale guardavanoquasi come un salvacondotto per sparire con dignità ecome un modo per non farsi dimenticare. Lessi alcuni passidelle loro Ballate del dolore, come questo: “Potete tendereoh voi, una mano/ a chi chiedeva aiuto / pur da lontano… / Eora, bastardi / non piangete sul latte versato / Ormai, lui sen’è andato”.Ripensare a quei colloqui mi dà ancora una stretta al cuore,per la fede nella poesia che dimostravano i ragazzi.”

Andrea Zanzotto, “In questo progresso scorsoio” Conversazionecon Marzio Breda, ed. Garzanti



Classi, futuro…

febbraio 8, 2011

Si è conclusa questa mattina il terzo incontro con le classi del Leo-Majo. Ne abbiamo incontrate 5 e domani ne incontreremo altre due e non sarà finita, per nostra fortuna, perché di classi da incontrare ce ne sono 14. Dico per nostra fortuna, perché la possibilità di poter portare nelle parole di così tante classi e quindi a così tanti ragazzi e ragazze un tema così tanto pubblicizzato ma fastidiosamente così poco discusso non capita poi così spesso. Non cerchiamo nemmeno in questa occasione pubblicità, non ci interessa raccontare di quanto siamo belli e bravi alla gente per garantirci un posto nei sorrisi, ma portiamo il vissuto del quotidiano e le nostre esperienze, le sconfitte e le analisi dei perché, che si fanno ogni giorno, in un luogo dove è molto più facile avere a che fare con il dolore del vivere. Portando la realtà del nostro vissuto ed i modi di affrontarlo portiamo la necessità del dubbio, il dubbio di non essere nel giusto, il dubbio di imparare cose nuove grazie alle discussioni con i ragazzi, il dubbio di essere stati sufficientemente capaci di affrontare la classe ed il tempo a disposizione nel migliore dei modi, o nel modo migliore per lasciare una frase o una considerazione che valga la pena di essere ricordata per più di un’ora… insomma l’ambizione è quella di stimolare, stuzzicare, insinuarsi, anche solo per dar fastidio, ma non passare e basta. Anche oggi c’è la speranza di aver raggiunto lo scopo, ma c’è la certezza di aver raccolto moltissimo. Potersi confrontare ed a tratti anche scontrare con interlocutori diversi deve essere per noi linfa, punto di partenza per essere migliori, per confermare quello che pensiamo o per rivedere ciò in cui si crede ma sempre in dinamica, senza accontentarsi. Un grazie di cuore a tutti i ragazzi che sono intervenuti oggi ed un grazie a tutti quello che lo faranno, perché non si diventa più grandi senza la fame d’imparare e voler cambiare.

Un grazie anche alle tre ragazze che oggi sono venute a trovarci in sede per chiedere di poter partecipare alla loro assemblea di istituto IPSIA L. ZANUSSI di Pordenone. Questa richiesta nasce dal fatto che in un incontro di Pordenone Legge una delle tre ragazze ci ha sentititi dibattere sulle sostanze e le siamo risultati interessanti. Oggi, a distanza di anni e probabilmente di interessi modificati dalla sua esperienza, Ilva ha pescato dal passato dei suoi ricordi uno che, sebbene adagiato sotto la polvere del tempo è riuscito ad emergere e questo ricordo siamo noi. Bene, anche solo per queste tre ragazze merita fare quello che si fa ogni giorno, anche solo per loro l’impegno di andare nelle scuole merita di essere affrontato, perché è lo sforzo alle piccole cose che fa la differenza.


DECALOGO 3

febbraio 3, 2011

Un giornale, Libertà di Parola, che è diventato ormai parte integrante dell’informazione della città. Un blog, http://www. iragazzidellapanchina.it, che da oltre due anni quotidianamente aggiorna chi lo frequenta sulle attività dell’associazione e sulla vita della sede. Il teatro, con Pino Roveredo e la sua Compagnia Instabile. E poi la musica come linguaggio universale, a scandire le tappe della storia del gruppo, e la pittura o la scrittura come manifesti di riaffermazione pubblica di percorsi privati, intimi. Nel corso degli anni I ragazzi della Panchina si sono serviti di questi strumenti per raggiungere tutto il tessuto sociale e dialogare con esso su tematiche che per paura, per pregiudizio, per difesa si preferisce relegare nel silenzio, nel buio, nascoste.

“Il nostro è un gruppo che si batte per le idee, e questo in un certo senso ha permesso che anche chi moriva sopravvivesse nella trasmissione da parte di altri di ciò in cui credeva, una sorta di eredità da conservare e nutrire perchè desse ancora frutto. Ci battiamo per le idee, nel senso che ci battiamo per proporre nuove idee da confrontare sia con chi usa sostanze, sia con chi non le usa. A Pordenone in fi n dei conti è successo questo. Le nostre iniziative, le nostre proposte hanno permesso il dialogo su temi che fanno paura. Questo sarebbe già tantissimo, ma aggiungo che questo dialogo è stato costruttivo, ha inciso cioè sulle opinioni, anzi sui pregiudizi, che ognuno di noi aveva verso l’altro, modifi candoli. E questo è straordinario. Se in altri luoghi si scavano fossati, si tolgono le panchine, si alzano i muri, noi qui abbiamo un posto in centro alla città, siamo parte del tessuto cittadino.”

Ada Moznich, Presidente Associazione I Ragazzi della Panchina