Testimonianza sull’Eroina

giugno 30, 2011

Per Tutti il collegamento di un video di una donna sincera, che soffre la schiavitù di qualcosa di violentissimo e nello stesso tempo dolcissimo, nella vita si e schiavi di ciò che ci vince, ma l’Eroina ti rende schiavo dopo un alba e tramonto senza combattere, per chi ha avuto la sfortuna di incontrare la sua amicizia, ti rende schiavo, finché si muore, ed é una morte giornaliera, che diventa una compagnia indiscreta, finché la nausea non trabocca cercando con fatiche grandi, le armi per affrontarla, e la dolcezza della vita arriva ad assaggi spontanei dal cuore, senza una calma e una pace in una dolcezza, passeggerà e tiranna. Buona Visione……… Ciao A Tutti.

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata_interviste/95864/intervista-rossella.html#tc-s3-c2-o1-p1


A chi fa bene?

giugno 29, 2011

Continua l’onda lunga del post spettacolo del 23 Giugno in quel del convento di San Francesco. Oggi ad esempio ci ha telefonato un educatore del carcere, dicendo che i ragazzi che hanno partecipato alla messa in scena dello spettacolo stesso, ancora contenti dell’esperienza e vogliosi di fare in modo che il loro entusiasmo si possa prolungare, chiedono di poter avere le foto che sono state realizzate in carcere durante gli appuntamenti di preparazione. Ho risposto  che ci stiamo attivando nel massimo delle nostre possibilità per fare in modo non solo di fare avere a loro delle foto e che le possano tenere a titolo personale, ma che ci stiamo adoperando per poter far vedere loro anche il filmato del filmato, cioè il filmato della serata, in modo tale che possano vedere anche il pubblico, sentire gli applausi e vedere loro stessi proiettati. Ma al di là degli impegni tecnici, quello che veramente conta è sapere che i ragazzi dal carcere, nel carcere, hanno voglia di prolungare il contatto, hanno l’esigenza di non disperdere lo sforzo, di conservare un segno tangibile del passaggio. Ciò che interessa a noi è sapere che questo progetto, recuperando parte del discorso di apertura della serata del 23 del direttore del carcere Quagliotto, non ha fato bene solo a chi l’ha fatto, ma ha fatto bene anche ai detenuti.


Cose sensate

giugno 28, 2011

Dunque come ormai tutti sanno, la.. non so neanch’io come chiamarla (non fatevi sentire da Pino a chiamarla “recita”) serata al S. Francesco, è andata. Lustro per tutti, sala gremita, performance dal vivo apprezzate, proiezione andata bene: al pomeriggio durante l’allestimento delle attrezzature è mancata la luce due volte, a causa di temporali di passaggio e niente diceva che fossero gli l’ultimi. Ma è andata “pur tra qualche ingenuità raggiungendo anche dei momenti molto intensi” come ha scritto Clelia, la giornalista degli eventi del comune di Pordenone che ha fatto la recensione dello spettacolo per il gazzettino. Chiude l’articolo con due parole: “Applausi e commozione”.

Insomma anche alla luce del riscontro del pubblico presente, questo nostro modo strano di fare una rappresentazione (rappresentazione è un termine che piace molto a Pino) con interazioni tra proiezione e interventi dal vivo in sala, ha prodotto qualcosa di gradevole. È stata una prima volta in assoluto per tutti noi  ed è nata da uno scontro con la realtà che ci ha costretto a percorrere questa strada. Non è stato cercato o voluto, il nostro sogno infatti era di mettere in scena la rappresentazione in diretta creando un filo di contatto tra il pubblico libero ed i detenuti dentro. Ma arrivati a un certo punto ci siamo accorti che non era praticabile e neanche sensato. Notevoli le attrezzature necessarie per tale scopo, con dispiegamento di tecnici e risorse per noi irraggiungibili, e alla fine il risultato sarebbe stato un segnale di scarsa qualità soggetto anche a scomparire di colpo senza possibilità di controllo e di anticipare l’inghippo correndo ai ripari. Saremmo stati succubi della buona sorte, non sarebbe dipeso dal nostro lavoro ma dal caso. No qui di sensato non c’era più niente.

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“La giustizia è uguale per tutti?”

giugno 24, 2011

Ecco alcune fotografie dello spettacolo di Pino Roveredo “La giustizia è uguale per tutti?”, interpretato dai detenuti del carcere di Pordenone, andato in scena ieri sera all’ex Convento di San Francesco davanti a più di centinaia di persone. Buona visione!

 

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Esserci, è un regalo a se stessi

giugno 23, 2011

Sono arrivate mail, la città è ricca di locadine e volantini, oggi sono usciti articoli sui principali giornali locali, nelle rdio ed in tv, ci sono state lettere personali, un passa parola massiccio… insomma esserci stesera al Convento di San Francesco a Pordenone, alle ore 21 per assistere alla prima dello spettacolo Teatrale “La Legge è Uguale per Tutti?” non significa solamente partecipare, ma assume la valenza di un regalo a se setssi! Al di là della battuta, lo sforzo, l’ennesimo dei Ragazzi della Panchina, verso la città, di regalare momenti culturali di altissimo profilo si ripete questa sera in una cornice meravigliosa e con dei significati profondissimi. Una commedia che realizzata all’interno del carcere di Pordenone esce, senza evadere, dalle mura del “castello”, per trasformarsi in incontro pubblico è una perla, una gemma preziosa che grazie alla collaborazione con le istituzioni pubbliche e con il privato sociale siamo felicissimi di proporre a tutti. Siamo speranzosi di vedere un’affluenza numerosa di gente stasera, non per i numeri, ma perchè convinti che la nostra voglia di far conoscere, per far capire, possa contagiare la curiosità di molti, perché senza curiosità non ci si regala la possibilità per andare oltre, che si parli di sbarre o dei propri limiti.


LDP 02/2011

giugno 22, 2011


Carissimi Amici,

il secondo numero dell’anno di LDP è in distribuzione.

 

La copia cartacea la potete trovare nei posti più significativi della città nei prossimi giorni oppure alla sera del 23 giugno alla prima teatrale dello spettacolo “La legge è uguale per tutti?”
Potete anche sfogliarlo on line cliccando il tasto in alto a destra

 

Buona lettura

 


ITALIA – Tossicodipendenti. E’ possibile una vita normale. Indagine FederSerd

giugno 22, 2011
Notizia
21 giugno 2011 19:38
Isolamento, emarginazione e degrado sociale o culturale non sembrano piú essere le caratteristiche distintive del paziente tossicodipendente: oggi queste persone si curano con terapie appropriate, lavorano, vivono una vita sociale e relazionale normale. Almeno secondo un’indagine condotta da FederSerd e Gfk Eurisko nella primavera del 2011 e presentata oggi a Milano.
L’indagine, che ha coinvolto cento medici responsabili dei Sert (servizi pubblici per le tossicodipendenze) e 378 persone dipendenti da eroina, mette in luce il profilo di un paziente che, nonostante l’esperienza della droga, mostra un buon inserimento nel contesto professionale (circa il 50% degli intervistati lavora), un buon background culturale (quasi la metà ha conseguito un titolo di studio superiore) e la capacità di crearsi una rete sociale e familiare (in un terzo dei casi è sposato o convive, in un quarto dei casi ha figli e quasi l’80% vive in famiglia o con amici). Leggi il seguito di questo post »