Convivenza tra agio e disagio

Ieri è stato realizzato il primo di una serie di incontri, due, tre, infiniti… Incontri tra chi ha deciso e potuto partecipare dei residenti di Via Rotate, via Cividale, via Gallina e via Vicolo Selvatico, con Ser.T,  Ass. I Ragazzi della Panchina, operativa di strada con gestione Coop. Itaca e Comune di Pordenone. Dico il primo nonostante il fatto che il percorso ed i momenti di incontro tra le parti siano stati diversi anche precedentemente, ma resta il primo perché ora è iniziata una fase altra, quella della formazione, dell’apprendimento collettivo, della convivenza tra agio e disagio, questo il titolo della serata. La prossima serata martedì 20 ore 20.30 in via Interna n°5\A Dipartimento Dipendenze Pordenone. A condurlo il primario del Dipartimento Dipendenze Dott.ssa Roberta Sabbion. Si sta sempre parlando del problema,  poi diventato progetto, della presenza dei ragazzi con problemi di vita e di sostanze che passano il pomeriggio all’interno del parco compreso tra le vie nominate in precedenza. Una prima frase derivata da questo disagio, già affrontata e descritta in questo blog, si sta sviluppando e sta portando a dei risultati ottimi, per quanto concerne le vivibilità del parco stesso, la presenza meno ingombrante dei ragazzi, il loro “stare” che sta migliorando a vista d’occhio, ecc. una prima fase non conclusa e che per gli obiettivi che si pone non potrà concludersi mai, perché c’è in ballo il monitoraggio costante dell’area, il ritorno dei residenti al parco in una situazione di protezione per gli adulti e per i bambini. Una fase questa che si potrà “alleviare” in inverno perché con l’arrivo del freddo i ragazzi non saranno al parco per ovvi motivi di pioggia e di freddo stesso ma che esige di proseguire. Nonostante questa consapevolezza non ci si poteva fermare lì, al “ci siamo conosciuti e non disturbiamoci a vicenda”, ma si è deciso di andare oltre, perché la bellezza e l’unicità di quello che sta accadendo merita il dopo, merita il “fino a qui siamo arrivati, ed adesso?” Adesso è iniziato il percorso di cui prima, dove tutti assieme, cittadini ed esperti del mondo delle dipendenze si siedono attorno ad un tavolo ed iniziano un percorso, assieme, che porti alla consapevolezza, che porti alla conoscenza del dietro le quinte, che regali strumenti per intendere e fare proprio l’impegno al migliorare, se stessi e di conseguenza il mondo che ci circonda. Se io fossi uno di quei cittadini che si stanno lanciando in questa avventura, che si prendono la briga di spendere ore della propria esistenza per affrontare una realtà del vivere e conoscerla, per farla propria, in modo che faccia meno paura beh.. se io fossi uno di loro ripeto, guardandomi allo specchio andrei fiero di me stesso! Sarei fiero di me stesso perché ho deciso, ho fatto la scelta meno facile, quella di mettermi in dubbio, quella di mettermi nel rischio di ritrovarmi a dover fare i conti con me stesso.. è  scelta di pochi, ma sono scelte che permettono di guardare ai propri figli e di sperare di essere portatrici di cambiamento positivo. Dal canto nostro, da operatori del settore ed umanamente parlando, qualsiasi cosa possa diventare questo percorso di vita, siamo inorgogliti di aver incontrato persone capaci di trasformare la propria paura in opportunità da condividere.

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One Response to Convivenza tra agio e disagio

  1. Fabio ha detto:

    Complimenti Ste, bell’articolo, che riassume una serata che mi ha arricchito molto. Nonostante il periodo così denso di cose, riusciamo a proporre incontri di qualità e se posso aggiungere al commento, devo dire che la nostra presenza si fa sentire e, cosa che mi ha fatto enormemente piacere, l’intelligenza e la sensibilità di chi ha partecipato, è emersa totalmente! Mandi

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