AAA ragazzi della panchina cercasi

novembre 30, 2011

Dopo l’incontro del 25 novembre al palazzo di giustizia di Pordenone, tra la nostra associazione e il  Tribunale di Pordenone, sul Messaggero Veneto del 26 novembre ha fatto bella mostra di se un articolo intitolato: “ragazzi della panchina assenti in tribunale” in cui l’autore (non si sa chi: riproduzione riservata) punta il dito sul fatto che a suo dire non c’erano ragazzi della panchina presenti all’incontro, neanche come attori. Mi permetto di dissentire e di dire la mia sull’argomento in quanto parte in causa.

Il fatto di dire che i ragazzi erano assenti e usarlo addirittura per fare il titolo, svela un colpevole e grossolano errore di fondo dovuto all’ignoranza di chi ha steso il testo. Nel senso che ignora e non sa, e che evidentemente da solo non c’è arrivato o arrivata. È una notizia non notizia, perché i ragazzi della panchina, quelli tossici intesi nel pezzo (gli altri siamo noi) Leggi il seguito di questo post »


Un invito a tutte e a tutti

novembre 29, 2011

 

Gentili amiche e gentili amici,

Con questa lettera vi invitiamo a partecipare alla serata-evento dell’Ass. I Ragazzi della Panchina          dal titolo AHLAN WA SAHLAN – CLASSICAL ARABIC MUSIC – Venerdì 9 Dicembre alle ore 21              all’ex Convento di San Francesco a Pordenone. Ingresso gratuito.

La sede dei Ragazzi della Panchina si presenta principalmente come un luogo dove prendono forma i valori simbolici dell’agire dei suoi frequentatori, dove viene data dignità ad un problema fornendo alle persone la possibilità di tracciare percorsi “altri”. Un esempio che testimonia la possibilità di creare questi punti di rottura all’interno della “carriera biografica” dei singoli è stata la messa in scena all’interno delle mura carcerarie di Pordenone di una nuova commedia “La Legge è Uguale per Tutti?” con regia di Pino Roveredo proiettata all’interno dell’ex convento di San Francesco, oppure ancora l’apertura del nostro visitatissimo blog (110.000 contatti in tre anni e mezzo), che ha offerto a molti frequentatori un “canale” d’espressione ottimale.

Continuiamo il tentativo di affrontare le problematiche connesse all’uso di sostanze attraverso un approccio basato su più livelli e sulla mediazione tra gli stessi, ad esempio quello che riguarda il raccogliere le impressioni e gli stimoli derivanti dalla vita di strada lavorando sul contesto cittadino. Nell’arco di questa estate si è realizzato il più alto livello di integrazione strada-cittadinanza che in questa città si sia mai visto, in alternativa ai fogli di via ed alle ordinanze che hanno prodotto morti e spostato la “polvere sotto il tappeto”. Grazie alla rete messa in collegamento dall’Associazione tra i ragazzi con problemi di sostanze, il Comune di Pordenone, il Dipartimento per le Dipendenze, Forze dell’ordine, Coop Itaca, Don Bosco, ed i cittadini residenti nel quartiere di Viale Grigoletti, Via Rotate e Via Cividale, si sono potute trovare delle mediazioni possibili sulla convivenza tra agio e disagio che hanno sviluppato in questo quartiere una integrazione ottimale. Un lavoro quotidiano nel contesto, non a caso nel luogo in cui ha sede l’Associazione, per conoscersi e riconoscere, perché si possa raggiungere una reciproca e positiva influenza e non uno sterile pregiudizio tra le parti. Si sono organizzati tutti assieme momenti conviviali, compleanni, castagnate al parco adiacente alla sede, serate di riflessione al Ser.T, una pizza nelle sale del Don Bosco, in un connubio fatto di rispetto reciproco tra le persone e per gli spazi pubblici da condividere.

Ancora il giornale Libertà di Parola che ogni tre mesi viene distribuito in città gratuitamente con un tiratura di 1500 copie a numero, la presenza per il secondo anno consecutivo con due stand alla “Festa in Piassa” a Villanova di Pordenone, poi la partecipazione all’interno di PordenoneLegge.it per raccontare l’esperienza davanti alla città. Leggi il seguito di questo post »


La Pordenone “bene” si scopre drogata

novembre 25, 2011

 

Pubblichiamo qui sotto un articolo letto sul quotidiano locale Il Messaggero di Pordenone di ieri, giovedì 24 novembre 2011. Un viaggio, viene definito, dietro le quinte delle vite dei giovani “bene” del capoluogo, attraverso la testimonianza di un ragazzo trentenne dal buon aspetto e con una posizione lavorativa rispettosa, che nei fine settimana ricerca la “felicità” attraverso l’uso di sostanze stupefacenti ed orge sessuali.

Un racconto che dovrebbe suscitare stupore dopo averlo letto tra le pagine di un quotidiano locale in una città che spesso viene definita lavoratrice, placida e per bene. Non per noi, che non riusciamo ad arrivare nei famosi “piani alti” della società, (che qui si scopre drogata), ma che viviamo quotidianamente ciò che ci racconta la strada e la sua gente. Sembra che le persone per bene debbano essere protette in quanto abbiano il privilegio di una buona posizione d’impiego o, più assurdo, dall’aspetto elegante con cui si mascherano spesso queste persone. La società giudica troppo spesso dall’apparenza e rimane sorpresa quando scopre il marcio nascosto dietro ad aspetti impeccabili, mentre diventa più facile etichettare chi porta i segni delle dipendenze. Un aspetto che nell’articolo non emerge e non va a fondo sul motivo di questa “scoperta”.

Droga e festini, nel regno dello sballo

Un insospettabile, una “confessione”, una verità scomoda, tra stupefacenti e orge. Ecco cosa c’è dietro la Pordenone bene

Un viaggio nei giovani bene, nel dietro le quinte, negli spazi dove la città tutta presa a produrre lascia spazio agli sfoghi del corpo e dell’anima. Perchè Pordenone, quando cala la sera, a volte, è diversa da come ce la immaginiamo. Ha provato a raccontarne uno spaccato, attraverso le pagine del nostro giornale, lo scrittore Enrico Galiano.

* * *

Facciamo che le considerazioni da moralista dell’ultima ora le prendi e le metti tutte via. Facciamo che i confronti tipici, i vari «Ah, io al posto tuo non lo avrei fatto» e i «Secondo me sbagli» li cancelli tutti dalla tua testolina da bravo ragazzo. Facciamo che la patina del pordenonese benpensante, quello che fa finta che certe cose non succedano nella sua bella città, la togli via in un colpo solo: anche perché se pensi davvero che certe cose qui non succedano è perché, appunto, della tua città ne pensi un po’ troppo bene, ci vivi un po’ troppo bene e, soprattutto, ci dormi un po’ troppo bene. È questo quello che ti devi dire quando un sabato sera ti trovi di fronte un tuo amico, tuo perfetto coetaneo, uno con cui giocavi a calcio quando ancora non ne sapevi mezza delle mille fregature che può tirarti la vita, e questo tuo amico ridendo inizia a lasciarsi andare e a parlare di festini, di droga, di cose che ha fatto in questi anni. E che continua a fare.

Lo becco una sera in centro, sotto i portici in piazza XX settembre. Cappotto elegante, capelli rasati a zero, aspetto impeccabile. Lavora nel turismo, per conto di una grande catena. Gira gli alberghi di tutto il mondo: ha visto più città lui dal vivo che io su Google maps. Lo guardi e anche non conoscendolo lo collochi subito nella casella “Pordenone bene”. A un certo punto, al secondo giro di aperitivi, gli arriva un sms e sparisce per tre ore. Qualcuno della compagnia si scambia occhiate, sorrisini, così anche un tonto capirebbe che no, non è andato a recitare il rosario. Poi torna e beve solo acqua. «Come mai solo acqua?», gli chiedo. Lui sorride, tipo sorriso complice. A me il compito di fare 2+2 e capire che “dopo” (anche se non so dopo cosa, di preciso) è meglio bere solo acqua. Lui è tutto elettrico, ha voglia di parlare. Che coincidenza, io di ascoltare. Leggi il seguito di questo post »


Un altro passo avanti

novembre 22, 2011

 

Mentre alcuni dei nostri ragazzi, insieme ad altri, stanno iniziando a provare il copione della sceneggiatura della commedia di Pino Roveredo “La legge è uguale per tutti?”, venerdì 25 novembre alle ore 12:30 nell’aula “De Nicola” del Palazzo di Giustizia di Pordenone, il Tribunale cittadino promuove insieme alla nostra associazione un incontro di riflessione sul tema della giustizia.

Un occasione importante, che corre parallelamente, come accennavamo all’inizio, al progetto teatrale che vede coinvolti i Ragazzi della Panchina ed i ragazzi del Ser.T. che da qualche settimana si stanno incontrando per allestire lo spettacolo teatrale già presentato dai detenuti del carcere cittadino, sotto la regia dello sceneggiatore triestino Pino Roveredo. Coordinati sapientemente da Guerrino e Chiara, i nostri attori sono impegnati nel ricostruire sia la scenografia che i dialoghi dello spettacolo che Roveredo ha scritto appositamente nel corso di un progetto di scrittura nato nella nostra sede e arrivato tra le mura del carcere pordenonese. L’augurio è quello di ripetere il fortunato numero di spettacoli presentati in tutto il territorio nazionale con il precedente “La Pankina”  ma intanto ecco una delle occasioni più prestigiose per presentarlo. Leggi il seguito di questo post »


Seminiamo idee

novembre 18, 2011

 

 

Pomeriggio traquillo quest’oggi in sede. Ci sono state delle visite a sorpresa, (ovviamente gradite), dopo tanto tempo e chi gioca a carte o a calcetto. Chi legge il giornale e chi prepara il caffè per tutti. Nonostante il freddo pungente, i ragazzi preferiscono stare insieme nel terrazzo che da nel viale, piuttosto che il calore all’interno della sede.

 Con alcuni abbiamo deciso di dare il via al cineforum del venerdì, con vari titoli già disponibili dalla prossima settimana. Ci piacerebbe pensare ad un momento in cui poter stare insieme e poter condividere alcune ore di buon cinema, magari con alcune proposte da parte di tutti, in modo tale da incentivare la partecipazione di ognuno.

C’è poi chi, come il poeta cambusiere, propone un diario da compilare con battute, barzellette o aneddoti divertenti, disponibile a tutte e a tutti, da intitolare “ridere in faccia alla crisi”.

Una giornata ricca di spunti quindi, aspettandone i frutti.


Mai viste così tante lettere… da spedire!

novembre 15, 2011

 

“Come si tolgono i margini dalle etichette?” ed il panico assale i due poveri operatori, ignari della mole di lavoro che li aspetta in questa giornata di novembre. Ma con un incredibile gioco d’intuizione, degna di coloro che hanno un dono che tutti gli altri ci invidiano, riusciamo a risolvere l’inghippo!

L’oggetto del “panico domato” sono quasi duecento lettere da spedire alle autorità e amici dell’associazione, per invitarli allo spettacolo che abbiamo programmato per il giorno venerdì 09 dicembre, in occasione dell’ormai consueto appuntamento di fine anno, quando sul palco del Convento di S.Francesco di Pordenone, si esibirà la fisarmonicista Miranda Cortes ed i suoi musicisti, per un bellissimo spettacolo di suoni arabi, arricchiti da una performance di danza del ventre.

 Nonostante la grossa mole di lavoro, alla quale ha contribuito anche la nostra tirocinante, seppur distratta dalle avance dei nostri ragazzi, a fine serata siamo riusciti a terminare la stesura, lo stampaggio, la selezione, l’imbustatura ed il timbraggio di tutti gli inviti, cosa mai vista all’interno della nostra associazione. Ma in mezzo a tutto ciò ci sono stati anche i nostri ragazzi, tra visite di vecchi amici e coloro che si sono ritrovati per la prima prova teatrale dello spettacolo “La giustizia è uguale per tutti?”, che sta coinvolgendo I Ragazzi della Panchina ed il Ser.T.

Ma perché vi raccontiamo tutto questo? Beh, per la soddisfazione di aver svolto un gran bel lavoro!


Sono venuto per servire. Di Don Andrea Gallo e Loris Mazzetti, Aliberti editore 2010

novembre 14, 2011

Loris Mazzetti, regista e giornalista, è capostruttura di Rai Tre, ha realizzato con Enzo Biagi Il Fatto e con Fabio Fazio Che tempo che fa, in questo libro racconta del prete “scomodo” Andrea Gallo, in una conversazione amichevole, dove il fondatore della comunità di San Benedetto al Porto, dalla sua infanzia, alla sua scelta di stare con gli “ultimi”.

Mentre si leggono le righe di questa intervista la considerazione che mi sono fatto è la stessa sulla quale riflette lo stesso autore “peccato che Don sia un prete, se fosse un politico, avremmo trovato il nostro il leader” ma lui, probabilmente con il suo immancabile sigaro tra le labbra risponderebbe serenamente “io ho solo seguito solo le impronte lasciate da altri”.

Apostrofato in ogni modo: chierico rosso, prete comunista, protettore dei tossici, Don Andrea Gallo non si scalfisce, anzi, ci tiene precisare che lui è anche amico delle prostitute, dei deviati, dei migranti, insomma di tutti coloro che stanno ai margini della società. Questo è il suo impegno alla Comunità di San Benedetto al Porto, dove, racconta, lavora di notte, perché solo in quelle ore gli ultimi sono ben visibili, mentre durante il giorno si mimetizzano. C’è l’osteria A’Lanterna, dove lavorano i ragazzi che lui ha aiutato ad uscire dal tunnel della droga e che lo circondano ogni qualvolta entra per salutarli. Leggi il seguito di questo post »