Al lavoro!

Continua senza sosta il lavorio dell’associazione per accorciare i tempi di “senza fissa dimora” che stiamo vivendo. Le giornate si stanno articolando più o meno suddivise con le mattine in ufficio, per continuare i lavori di rendicontazione, di raccolta dati dell’ultimo anno di attività della sede ( tra qualche settimana vi daremo i risultati definitivi, ma anticipo già che sono numeri impressionanti), per ricerca case, stanze, possibilità. I pomeriggi-sera invece in strada, per continuare a stare con i ragazzi, per capire quali intenzioni abbiano nel decidere dove andare, dove stare, come affrontare la loro quotidianità senza uno spazio di riferimento. Ieri abbiamo sfruttato l’occasione di rimanere nella zona delle casette di natale non ancora tolte. Le chiavi erano già state consegnate in Comune, per cui nessun spazio al coperto era disponibile, ma la settimana scorsa, passata con lo spazio a disposizione, ha fatto in modo che nella testa dei ragazzi quel luogo restasse il “ritrovo” anche adesso. Probabilmente le case di legno già da oggi saranno dismesse per preparare la serata del 31 in piazza, ma in questo modo per i ragazzi si ripresenterà la scelta del “dove andiamo adesso?”. Pensare che una casetta di legno chiusa, possa rappresentare un punto di incontro, mette alla luce il disagio estremo che stiamo affrontando, di quanta sensibilità ci sia in questi ragazzi che ieri ci dicevano “…da adesso inizieranno i casini, perché se siamo in giro, se siamo in città, diventeremo scomodi, ed alla prima occasione in cui magari faremo un po’ di confusione (e sicuramente accadrà) saremo di nuovo additati da tutti, le forze dell’ordine torneranno a chiederci i documenti 5/6 volte al giorno, ci sbatteranno via da un posto all’altro…” c’era sconforto, preoccupazione nelle parole, e non sono le birre in mano o i vestiti sgualciti a lenire la paura di tutti loro, la paura di ricominciare tutto da capo.

Mi sono fermato ieri pomeriggio con dei poliziotti di quartiere, incontrati lungo la strada durante il loro lavoro, e ci simo soffermati a ragionare su quanto sta accadendo. Anche loro erano preoccupati. Preoccupati ed amareggiati perché, a detta di rappresentanti delle forze dell’ordine che vivono la strada e la quotidianità della città, quello che si era riusciti a raggiungere tutti assieme nell’ultimo anno di attività aveva dell’incredibile. Azzerate quasi del tutto le chiamate dei cittadini per denunciare situazioni di pericolo o di disturbo alla quiete, azzerate quasi del tutto le denunce, moltiplicato esponenzialmente  l’equilibrio tra percezione e realtà del pericolo o del disagio, insomma… preoccupati anche loro che si riapra una polveriera ed amareggiati nel pensare al rischio non velato che tanta fatica fatta nell’ultimo anno, finisca nel dimenticatoio. Stiamo lavorando per fare in modo che le belle e sentite dimostrazioni di vicinanza da parte del Comune, dell’ASS6, della Coop Itaca, della stampa, dei cittadini, non vengano disilluse. Stiamo lavorando per fare in modo che nonostante il periodo difficile i ragazzi si sentano protetti, accolti, si sentano ancora facenti parte di un processo di miglioramento personale e del contesto. Stiamo lavorando per continuare a garantire un futuro all’interno movimento, per garantire alla città l’impegno che ci ha sempre mossi, verso traguardi importanti per tutti.

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