Tutto quello che non uccide, fortifica!

Passano i giorni con una velocità impressionante, soprattutto quando ogni giorno è scandito da una scadenza, quando l’ogni giorno non rappresenta una possibilità in più, ma 24 ore in meno. Ci rendiamo conto che è difficile esprimere il concetto, scriverlo, cercando di far passare la pressione che ci sentiamo addosso. Siamo entrati dentro una dimensione temporale strana, all’interno della quale tutto è a tempo: le rendicontazioni per il comune, le rendicontazioni per la regione, le domande per i finanziamenti del prossimo anno, l’ufficio da dove sto scrivendo, i soldi per l’acquisto della sede, trovare una casa di conseguenza, trovare un luogo dove incontrare i ragazzi, farlo prima che inizi a piovere, presentare dei progetti, presentare il lavoro dell’Associazione 2011, incontrare le forze dell’ordine prima che inizino “casini” in città, trovarsi in equipe per organizzare tutto quello che ho appena elencato… il tutto con i tempi e le scadenza altrui, di dirigenti, politici, impiegati, tecnici, venditori, responsabili, amici, ragazzi. Siamo nella necessità di dover portare avanti ciò che già c’è da un lato, di dover ri-costruire da un altro, di dover costruire dal nulla da un altro ancora e tutto questo nella più evidente precarietà, nella più assordante precarietà.

Per fortuna che un certo grado di serenità in tutto questo esiste, nella misura in cui ci sono dei soldi spendibili per l’Associazione. Per questo siamo grati all’ASS 6, per questo ci sentiamo “coperti” e “sereni”, perchè nemmeno la certezza di questi soldi, in tempi non molto lontani, sarebbero stati scontati, di questo ci rallegriamo. Ma proprio per il fatto che nulla è da dare per scontato, viviamo con un senso di ansia costante il proseguire degli eventi perché, averli e perderli, sti soldi, è questione di un battito di ciglia, di un intoppo, di imprevisti che sembrano non avere mai fine. In ultima analisi ci verrebbe da dire anche che, una volta che c’è in ballo un acquisto da fare, acquisto che verosimilmente imporrà per decenni la sede definitiva dell’Associazione e di tutte le evoluzioni possibili collegate ad essa, non è che ogni luogo, ogni casa, ogni spazio è uguale ad un altro, indistintamente. Ci sono dei parametri attuali e di prospettiva che devono essere valutati con attenzione e con intelligenza prima di comprare, per non sperperare denaro inutilmente. Anche questo aumenta i tempi, anche per questo si avvicinano pericolosamente le scadenze. In tutto questo bel andare, ci sono le persone, le vite di ogni singolo, operatori e ragazzi, in diversa misura chiaramente, ma accomunati dall’incertezza nebbiosa di ciò che sarà e del quando sarà. Tutti noi “gestori” dell’Associazione siamo tesi e preoccupati per tutti coloro che sono in strada, che ci incontrano quasi ogni giorno in parcheggi, parchi, sotto-portici, vie della città con espressioni interrogative, con la voglia di credere che tutto si aggiusterà ma anche con il latente senso di disillusione. Per loro sopra ogni altra cosa si sta lavorando, per non disperdere il gruppo, per non perdere il senso di insieme che caratterizzava il movimento, per non dover ri-motivare il contesto. Per i ragazzi soprattutto si lavora ma, a questo punto del discorso, apro un tema mai toccato in precedenza nei diversi post, nei diversi articoli… e chi lavora in Associazione, come sta? Tutta questa baraonda, in chi lavora ogni giorno per mandare avanti la baracca, che affetti ha? Che effetti avrà? Quanto pesa non avere una sede per chi lavora, quanto lo limita?  Quanta frustrazione ci si carica sulla spalle ogni giorno, per affrontare da professionisti, una realtà come quella attuale? Lascio aperte tutte queste domande, un po’ perché costruirei un pezzo troppo lungo ed articolato da sviluppare in una unica soluzione, un po’ perché così facendo lascio lo spazio per sviluppare la tematica a più riprese nei prossimi giorni, ed infine non rispondo anche per stuzzicare qualche commento da voi che ci leggete. Una cosa è certa, tutto quello che non uccide, fortifica!

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3 Responses to Tutto quello che non uccide, fortifica!

  1. Franca ha detto:

    Allora voi uscirete da questa prova più fortificati che mai… 😉

    Dai Ragazzi, dai Educatori, che anche questa volta ce la farete… Fate quanto potete, con serenità interiore. Niente frustrazioni (anche se sono ben comprensibili). Voi state dando tutto ciò che vi è possibile, quindi restate sereni. Quando si dà tutto ciò che ci è possibile, al resto provvede Dio. Lui c’è davvero.
    Fin dall’inizio, in tante occasioni ha dimostrato che Lui, questo gruppo, questa Associazione, la vuole.
    Tornerà il bel tempo anche dopo questa tempesta, e vi troverà più coesi e più motivati che mai.
    Un grande abbraccio, con grande empatia e simpatia e affetto e… insomma ciao, ci rivedremo in sede prima o poi 🙂 a bere un caffè ricordando le difficoltà passate!

  2. Fabio ha detto:

    Fuarce fantats!!! Vi penso e mi mancate tanto, tanto che stamattina sono andato a trovare la “Rottermaier” a Sacile… 😉
    Abrazos

  3. adaebasta ha detto:

    🙂

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