Chi affronterà l’emergenza?

Nonostante il freddo che ci sta attanagliando in queste ultime giornate, le attività dell’Associazione proseguono a gran ritmo. Purtroppo, non ci stancheremo mai di dirlo, a gran ritmo non avanzano i rapporti con i ragazzi che sono in città. Nel post intitolato “Rischio dispersione” avevamo denunciato quanto sta accadendo e tutto questo continua ad accadere. Ci troviamo con i ragazzi in città, nei parcheggi, ma chiaramente è tutto un altro lavoro rispetto a prima. Le solitudini continuano ad esserci e si fanno sentire con prepotenza. Molti dei ragazzi che vedevamo in sede ma che non facevano parte di nessun servizio, nonostante vivessero situazioni ed alto rischio, ora non si vedono più. Tutte le persone che avevano nella casa di Viale Grigoletti un punto di riferimento per sfogarsi, per ragionare, per prendere un respiro prima di ricominciare ad affrontare il “fuori”, ma con una storia non necessariamente da strada, ora sono irraggiungibili o quasi, ma non per questo hanno meno problemi, ma non per questo rischiano di non cadere in azioni e gesti deleteri per loro e per gli atri. Tutti quelli che poi vivono una disagio conclamato stanno crollando, fisicamente, psicologicamente. Fino ad ora non sono successi enormi problemi in città, fino ad ora… fino ad ora il freddo ha rintanato la maggioranze di loro, ma non resteranno in disparte per sempre… e poi?

Quando si potrà stare in un parco o in una piazza con il bel tempo, quando le aggregazioni cresceranno di numero fino a diventare un’altra volta pericolose o creeranno ancora disturbo alla quiete pubblica cosa faremo? Cosa faranno i cittadini che adesso magari stanno sorridendo all’idea che finalmente l’Associazione non c’è più? L’Associazione non ha una sede, ma i ragazzi non sono l’Associazione in quanto tale, loro vivono ed esistono ugualmente e sono sempre presenti, la differenza sarà che proprio perché l’Associazione non c’è con le sue attività, inizieranno di nuovo ad essere un peso ed un problema… solo a quel punto si riaprirà l’emergenza? Solo al qual punto la gente denuncerà quello che noi stiamo denunciando da settimane? Cioè la mancanza di un contenimento e di un contenitore idoneo? Lo ripetiamo a gran voce: SI STA CORRENDO IL RISCHIO DISPERSIONE!!! Le conseguenze potrebbero essere tragiche, se scappasse il morto si scatenerebbe un putiferio mediatico enorme, attenzione! Freddo e solitudine sono cattive consigliere, fame e senso di abbandono scatenano sentimenti di rivalsa e di rabbia che se non canalizzati, e nessuno è in grado di farlo in maniera sistematica e profonda se non noi ma senza una sede risulta impossibile, creano presupposti altamente rischiosi. Tutto questo parlando solo della base e tralasciando tutti gli sviluppi possibili: con i giovani problematici che affollano il centro città, con la cittadinanza che riceve meno informazioni rispetto alle campagne di sensibilizzazioni che attuavamo, con le forze dell’ordine che svolgono il loro lavoro senza un confronto “da dentro”, ecc. Cosa servirebbe? Che le istituzioni pubbliche si fermassero tutte assieme a valutare quali sono i limiti per i quali anche con 350Mila euro e disposizione non si riesca a trovare una casa adeguata. Cosa servirebbe? Che i cittadini di questa città fossero in grado di capire come un’Associazione possa incidere positivamente in un territorio, di come la tragedia sostanze e droga, non sia una problema che resta fuori dalla porta di casa compiendo il semplice gesto di chiuderla, la porta. Di come la drammaticità di un’esistenza non sia sempre un problema “degli altri”. Noi abbiamo perso la possibilità di concludere un paio di buone opportunità abitative per i NO dei proprietari, perché “capiamo il buon lavoro che fate ma non ci sentiamo di immischiarci”. Anche questa è Pordenone, forse soprattutto questa: pretendere la città perfetta, mantenuta perfetta da altri e possibilmente lontano da casa mia! Ma noi ci chiediamo: Chi affronterà l’emergenza? Noi siamo sicuri che con la situazione attuale, a questa domanda bisognerà drammaticamente rispondere a breve, ma non tra un anno, forse…  già da domani!

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One Response to Chi affronterà l’emergenza?

  1. lorena ha detto:

    perche’se siete amici da molto tempo vi perdete di vista ci sara’un posto per stare insieme

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