Forse ci si crede..

Nelle ultime 48 ore la questione “casa per i Ragazzi della Panchina” sembrerebbe aver preso una strada significativamente più consona alla problematica in questione. Il condizionale è d’obbligo, viste le varie vicissitudini che ci hanno investito in questi ultimi tre\quattro mesi, ma forse siamo ad un punto di svolta importante. Le telefonate ricevute da parte dell’ASS6 e del Comune di Pordenone, raccontano della imminente uscita del bando pubblico atto ad aprire le partecipazioni per l’acquisto della casa e dicono della possibilità di poter ottenere una stanza, un luogo, un tetto sopra quattro mura, temporaneo, per poter ri-iniziare il lavoro quotidiano con i ragazzi. Un passo alla volta si va lontano, scrivevamo un po’ di post fa, e sembrerebbe che qualche passo bello deciso si sia iniziato a fare poi.. solo i fatti ci diranno se le intenzioni attuali si riusciranno a tradurre in realtà.

Siamo contenti con riserva. Contenti perché percepire dell’interesse attivo, è sempre ben augurante e perché lascia quella sensazione che “forse ci si crede”; con riserva perché l’esperienza del passato e del recentissimo passato ci impone di mettere nel conto delle cose gli stop, le lungaggini, le imprevedibilità. Detto questo e pensando in positivo per deformazione professionale, se tra non molto riusciremo ad ottenere un luogo temporaneo per incontrarci, avremo modo di toccare con mano quanto danno avranno fatto questi mesi di assenza di una sede. Sarà sicuramente interessante capire quanta dispersione del gruppo c’è stata, quante persone saranno pronte a ri-mettere piede dentro la struttura, quante nuove penseranno di fidarsi dell’Associazione. Non sono preoccupazioni buttate li per mettere le mani davanti, ma la maggioranza delle persone con cui abbiamo a che fare, in questi mesi, non è che si sono potute permettere di rimanere in stand-by, ma hanno sviluppato tutta una serie di abitudini (luoghi dove incontrarsi, orari, contatti, spostamenti, ecc.) che non sarà così scontato modificare solo grazie alla presenza di una stanza. Certamente senza quest’ultima è impossibile anche ipotizzare di poter incidere in termini di cambiamento sulle persone, ma pur avendola il lavoro da fare sul territorio sarà comunque indispensabile e non facile, quasi una sorta di ri-cominciamo. Sfida che siamo lieti di poter affrontare se la contropartita è quella dell’immobilismo e dell’impossibilità di incidere in termini significativi sul contesto cittadino e sulle persone di conseguenza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: