La ragione è di chi sa ascoltare e farsi capire

Speriamo di essere alla fase conclusiva di questo lunghissimo percorso che ci dovrebbe portare all’apertura della sede provvisoria. Sembrerebbero essersi sciolti i numerosi nodi che hanno rallentato in maniera estenuante l’attesa, mancano un paio di tasselli (assicurazione, vidimazioni) e dovremmo esserci. Contiamo per fine Novembre di avere le chiavi, se non altro per iniziare i lavori che comunque si dovranno realizzare, principalmente l’imbiancatura dei muri dopo la pulizia di diverse aree murarie ammuffite. In seconda battuta il trasloco, recuperando parte della mobilia che avevamo nella vecchia sede ed ora ammassata in un magazzino. Internet, definire gli spazi, ancora molto di tecnico ci aspetta ma insomma, entrare anche a basso regime significa comunque entrare, non è poca cosa. Il lavoro con i ragazzi verrà, la definizione e la ridefinizione dei regolamenti, dare spazio alle fasce di età più basse, aprire canali comunicativi rinnovati, ricomporre la fiducia, ricompattare le distanze. In ultima analisi, anche se sicuramente non ultima in termini di importanza, sarà da affrontare il tema del “buon vicinato”…

Da un lato è vero che il quartiere è rimasto lo stesso, ma la dislocazione logistica è cambiata di parecchio, ed anche le vie di accesso alla struttura apriranno “flussi” più o meno abbondanti di persone che incroceranno abitazioni ed abitanti fino a prima non erano “entrati in causa”. Questa cosa non ci spaventa ma ci pre-occupa, ovvero ci piacerebbe occuparcene prima che possano accendersi incomprensioni, prima che timori e paure prendano il sopravvento, prima che le cose si debbano accettare semplicemente come un dato di fatto. Abbiamo nel cassetto diverse iniziative volte a farci conoscere dai futuri “vicini di casa”, abbiamo la volontà/necessità di far capire da subito quanto molto più semplice di quello che appare sia la condivisione di spazi e frequentazioni, ma certamente la mancanza di una data di apertura, la mancanza di certezze sulle tempistiche possibili, la mancanza di dati certi rende l’occuparsi-prima, una fumosa prospettiva. Il tempo ci darà ragione perché, la ragione non è sempre dei più forti, ma di chi sa ascoltare e farsi capire.

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