Incontro a Caorle

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Non solo Ragazzi della Panchina ma anche.. comunque tanta Panka. Lunedì 15 è andata in scena una serata dal titolo “Formare ed promuovere le famiglie, per il benessere della comunità – il rischio nell’adolescenza, le nuove dipendenze –. Luogo dell’incontro, che poi era il quarto ed ultimo di un ciclo, Caorle, meraviglioso Centro Civico all’ombra della torre in piazza Vescovile. Circa 80 i presenti. L’incontro è stato promosso dal Comune di Caorle e da molti altri partner tra i quali la Coop Itaca di Pordenone che in quei luoghi ha in piedi diverse operatività. Sono stato invitato a tenere questo incontro da 2 ore in quanto operatore Itaca ma soprattutto come operatore che da anni si occupa di dipendenze e adolescenti e che negli ultimi 3 lo fa all’interno della Panka. La serata, dal mio punto di vista, è riuscita piuttosto bene. Abbiamo superato le due ore di intervento e nessuno se n’è andato dalla sala (magari solo per una questione di etichetta) ma io voglio pensare che non se ne siano andati perché sufficientemente interessati. Ma la questione non è tanto la bontà o meno dell’incontro, quanto la metodologia utilizzata, i contenuti esposti..

Ho voluto rischiare, in perfetto stile Panchina, di proporre un intervento che parlasse di sostanze e ragazzi praticamente senza nominare nessuno dei due. Ho detto rischio, certo non salto nel buio, non è che possa sentirmi così tanto capace da abbozzare un incontro di 2 ore sparando alla ceca, ma l’esperienza fatta della Panka mi ha insegnato come proporre cultura e relazione, parlando a tutti gli effetti di dipendenze e disagio, sia molto più efficiente di milioni di ore dedicate ai numeri, alle sostanze come elemento focale. Alla dipendenza ci si arriva, non è che una persone si alza la mattina e si ritrova a vagare per la città alla ricerca di sostanze. Gli adolescenti alle sostanze ci arrivano un passo alla volta, è un percorso e come tale, tutti gli adulti significativi che con i ragazzi hanno a che fare, all’interno di questo percorso ci devono saper stare, lo devono saper riconoscere, ci devono rischiare relazione, di devono mettere la faccia e la coerenza, ci devono mettere fiducia e non giudizio, ci devono mettere comprensione, ci devono mettere curiosità, ci devono dedicare tempo e voglia, devono capire di cosa si tratta. Le sostanze dopo, quelle sono sempre esistite e sempre faranno parte della vita di una società, che ci piaccia o meno ammetterlo, lo sforzo è produrre la cultura adeguata affinché aumentino gli elementi di scelta, gli elementi di consapevolezza di quello che faccio. Lo sforzo è proporre elementi-strumenti del vivere che non si accontentino di negare ma che si sforzino di proporre.. L’incontro si è basato su citazioni, canzoni lette ed ascoltate, giochi, risate, significati da far emergere da luoghi inaspettati. Cos’ come dalla Panchina sarebbe più logico aspettarsi tossicità invece di ricevere spettacoli teatrali, contrasto e rabbia invece produciamo un giornale, menefreghismo ed apatia mentre invece i ragazzi camminano in montagna per giorni o si arrampicano in falesia, così la serata avrebbe dovuto parlare di droghe e ragazzi, invece ha parlato di vita. Abbiamo parlato di noi, unici e diretti artefici dell’esistente, bello o brutto che possa essere.

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