Venticinque-Dodici (Progetto Carcere Panka)

Venticinque-Dodici

Oggi sono stanco

Mi siedo e.. guardo, mi fermo e.. ascolto,

mi vedo troppo impegnato a sostenere l’immagine che non mi appartiene.

Oggi voglio guardare i cartoni animati,

preferisco un buon cartone ad un brutto film,

è il mio bambino a chiederlo

oggi voglio trovare un amico per parlare di ogni cosa ma, non di sport;

le competizioni le vincano gli altri oggi

ho rincorso troppi sport e troppi giochi, cercandone uno con cui dimostrare,

oggi mi basta partecipare,

voglio vedere l’effetto che fa..

oggi andrò a trovare i miei genitori

per avere l’abbraccio che da troppo tempo non ricevo,

solo perché non lo chiedo!

Oggi voglio parlare ai miei figli, ormai adulti, e dir loro che ho paura anch’io,

che non conosco tutte le soluzioni,

che solo insieme si possono affrontare le difficoltà!

Oggi voglio posare la testa tra i seni dalla donna che amo e piangere,

oggi ho bisogno di essere consolato,

oggi ho bisogno che sia lei forte per me!

Oggi andrò a messa

Voglio leggere la preghiera dei fedeli che non ho mai letto

Oggi non mi interessa se sono impacciato o sbaglio,

oggi voglio aggiungere la mia preghiera, benché sia già stata preghiera d’altri.

Oggi voglio solo essere uomo tra gli uomini,

perché è Natale anche qui in carcere

e sento che, il peso che porto,

lo portano anche i miei compagni.

 

Quello che avete appena letto è un testo che nasce e prende corpo dentro il carcere di Pordenone attraverso il Progetto Carcere. Grazie a questo progetto come Panka entriamo in carcere ogni settimana, sviluppando un corso di scrittura che produrrà una serie di articoli e poesie che saranno inserite dentro il giornale Libertà di Parola e che tutte insieme comporranno un libro appositamente costruito. Abbiamo voluto inserire nel blog questa poesia, questi pensieri di un ragazzo in carcere, che sta portando avanti insieme a noi il progetto, perché riteniamo che nonostante gli errori, nonostante le sbarre, il pensiero e l’anima non debba e non possa esaurirsi, ma debba essere coltivata, nella volontà che aiuti a sbagliare meno e ad aprire sbarre.

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