LETTERA itard

febbraio 14, 2014

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Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ai Capigruppo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica
Ai Presidenti delle Regioni
Al presidente dell’A.N.C.I
Ai Sindaci
p.c. Dipartimento Politiche Antidroga
ITARDD è una rete di operatori, operatrici, consumatori, associazioni ed enti locali che promuove, sostiene e difende la Riduzione del Danno (RDD) in Italia, attraverso la valorizzazione di competenze, professionalità e progettualità, la ricerca, l’informazione e l’azione di sensibilizzazione. ITARDD aderisce alla rete europea della
RDD, EuroHRN.
Proprio da qui vorremmo cominciare: dalla scomparsa della RDD, che è riconosciuta come uno dei quattro pilastri per le politiche sulle droghe dalla UE, dal vocabolario italiano. La RDD in Europa è valorizzata come approccio di sistema per il governo del fenomeno, mentre in Italia i servizi di RDD non sono stati affatto sostenuti in questi anni; anzi il ruolo che il Governo Italiano, tramite il DPA (Dipartimento Politiche Antidroga), ha giocato in ogni occasione internazionale è stato proprio quello di cancellare la RDD sia come approccio dei servizi sia come strategia di governo del fenomeno. L’obiettivo generale della RDD è la limitazione dei rischi e il contenimento dei danni droga correlati piuttosto che la prevenzione del consumo in sé, e i destinatari sono tanto i consumatori attivi di sostanze, quanto le loro famiglie, le reti di prossimità e la collettività sociale nel suo complesso. La RDD è uno dei “4 pilastri” della politica europea sulle droghe (prevenzione, trattamento, lotta al narcotraffico, RDD). Come approccio, la RDD assume l’ottica della promozione della salute e del benessere individuale e collettivo, e della cultura dei diritti umani; come politica opera, in modo integrato, nelle diverse dimensioni sanitaria, sociale e culturale, e si basa su un forte coinvolgimento delle politiche di salute pubblica. Dal punto di vista dell’operatività, la RDD utilizza e include strumenti e competenze diversi di tipo sociale, sanitario, farmacologico, psicologico, pedagogico e culturale.
La RDD è utile a tutta la collettività per una molteplicità di fattori: avvicinare le persone che usano sostanze al sistema dei servizi, e viceversa; conoscere il fenomeno e contattare il sommerso; prevenire la diffusione di malattie infettive; ridurre le morti per overdose; facilitare l’accesso ai servizi di assistenza e cura e migliorare la capacità del sistema di governare il fenomeno; rompere l’isolamento sociale delle persone tossicodipendenti che vivono in strada; garantire l’inclusione e la cittadinanza dei consumatori e delle persone dipendenti.
È tempo che in Italia il dibattito sulle politiche sulle droghe riparta, e questa volta ispirato alle linee guida europee e libero da tensioni moraliste o ideologiche.
In questi anni il DPA si è mosso in maniera totalmente scollegata dalla base, ossia da operatori e studiosi dei fenomeni sociali legati al consumo di droghe in Italia, disegnando una traiettoria oltranzista e giudicante che si fregia di presentare come “verità scientifica”. Da anni non viene convocata la Conferenza Nazionale sulle droghe che, come detta la legge 309/90, è la sede dove dovrebbero essere valutati sia il lavoro degli operatori e dei servizi sia le politiche nazionali, né vengono elaborate le linee guida che potrebbero costruire un sistema di assistenza e cura coordinato sull’intero territorio nazionale. Leggi il seguito di questo post »


Questo non è un paese per giovani!!!

febbraio 10, 2014

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Con molta tristezza siamo costretti a prendere atto che il Progetto TOP (Teen Oportunities Project), educativa di strada per la fascia d’età compresa tra i 14 e 28 anni d’età a Pordenone, si è concluso il 31 Gennaio. Il progetto è stato finanziato dal Comune di Pordenone ed attuato dalla Coop Itaca nella prima trance di attività e dall’Ass. I Ragazzi della Panchina da Ottobre 2013 al 31 Gennaio 2014 appunto. Più voci, comunque mai ufficiali ad oggi, ci dicono che il Progetto verrà rifinanziato,ma da quando non è dato di sapersi. Essendo che una educativa di strada si basa esclusivamente sulla relazione tra gli educatori ed i ragazzi che si incontrano nei luoghi informali della città e nelle scuole, tra gli educatoti ed i referenti dei servizi pubblici e del terzo tettore atti a rispondere a situazioni di disagio verso i ragazzi, tra gli educatori ed i referenti delle scuole, tra gli educatori e le società sportive, ecc. è facile intuire come stoppare anche solo qualche settimana un progetto del genere significa cancellare il rapporto fiduciario tra le persone, elemento fondamentale per una educative di strada. L’interruzione del Progetto TOP si era già verificata la scorsa estate dopo 9 mesi di lavoro consecutivo, quando il progetto è stato sospeso 2 mesi, da Agosto a Settembre 2013. In questa occasione i danni che sono andati creandosi sono stati enormi. Alcuni ragazzi con i quali si era iniziata un’opera di mediazione di conflitto con il quartiere di appartenenza, sono andati “perduti” senza la possibilità di recuperarli nemmeno nei mesi di ripartenza del progetto (fiducia persa); Si erano create le possibilità di realizzare degli interventi con i locali notturni di Pordenone, per fare prevenzione al consumo di alcol, informativa e riduzione del danno e sono saltate (mancanza di cura delle relazioni); sono saltate tutte quelle quotidiane indicazioni e informazioni tramite sms a tutti quei ragazzi che necessitavano di una risposta immediata (mancanza di continuità); potrei continuare con centinaia di altri esempi simili che sono successi per una interruzione di “soli” due mesi.

Per far capire la portata dell’intervento di TOP vi lascio i dati principali:

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