E’ uscito “Libertà di Parola” n°1 del 2014

aprile 15, 2014

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E’ uscito il primo numero dell’anno del nostro giornale Libertà di Parola. 18 pagine tutte da leggere, tutte da gustare, una finestra aperta nel locale e nell’internazionale. L’approfondimento è centrato su giovani e lavoro; il tema di apertura scorre le corsie del CRO di Aviano; ormai consueto l’appuntamento della redazione dal carcere cittadino nella rubrica Codice a S-Barre; per gli inviati dal mondo si parla di Argentina; razzismo e seconde generazioni è il tema di PankaCultura, mentre il rugby è lo sport trattato nella sezione “non solo sport”. Tutto questo condito come sempre da racconti ed esperienze personali, da spaccati di vita che solo attraverso il nostro giornale si possono leggere ed in qualche misura.. capire. Buona lettura!!!

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Non essere al TOP!!!

aprile 4, 2014

Dopo quanto scritto in merito al Progetto TOP nei post precedenti, mi sembrava doveroso dire che il progetto è stato finanziato per altri 3 mesi, quindi dal 1 Aprile fino al 30 Giugno. L’associazione ha dato la disponibilità al Comune di Pordenone per portare avanti il progetto nei prossimi tre mesi così come aveva fatto in occasione dei precedenti quattro (ottobre 2013 – gennaio 2014). Abbiamo accettato perché ci si era spesi tutti: gli educatori, noi dell’associazione, la Coop Sociale ITACA, le associazione con cui abbiamo collaborato, scuole, istituzioni, per far si che l’azione dell’educativa di strada proseguisse. Nonostante il rinnovo, siamo comunque ancora a prendere atto di quanto, in un Comune che ha e preserva nel suo territorio esempi assolutamente unici di azioni dirette come quelli della Panka, ci si ostini a non voler prendere seriamente in esame una azione territoriale, quella dell’educativa di strada e del progetto TOP nello specifico, che ha dato dei risultati eccellenti. Finanziare altri tre mesi significa accontentare le tante richieste di proseguo ma anche dare la chiara immagine dell’interesse. Non fare un tavolo programmatico serio per discutere pro e contro, per pensare e credere in un futuro di vicinanza per i ragazzi che abitano questo territorio, significa accontentarsi di sperare che le cose vadano bene e nascondersi dietro le difficoltà di un periodo storico che anche tutti noi, con questi atteggiamenti, contribuiamo a rendere tale.

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