E..state ancora in città?


Leggendo i quasi giornalieri articoli che nei due principali quotidiani locali si ricorrono negli ultimi giorni rispetto alle azioni di controllo di alcune zone del centro cittadino, ci viene spontaneo dire la nostra. Come sempre, come da sempre, nonostante le ripetute richieste nostre, come Associazione, e del terzo settore cittadino di mettersi seriamente a predisporre una serie di azioni di senso, coordinate, univoche, puntali, a lungo raggio, rivolte alle fasce giovanili assieme ai servizi pubblici, si preferisce “investire” soldi in azioni estemporanee, repressive, assolutamente non preventive, che “sparano” ad anni luce di distanza i così definiti “giovani” dalle istituzioni e dai servizi, quando tutto il mondo dell’educativa e dei Servizi stessi denuncia la drammaticità di questa distanza.

Perché nessuno scrive o pensa a cosa accade dentro ad una famiglia quando il figlio, magari minore, si becca una denuncia o una segnalazione per una canna in tasca? Perche nessuno scrive o pensa alle implicazioni psicologiche e delle derivanti azioni dei ragazzi, davanti ad un territorio che si occupa quasi esclusivamente al mantenimento del decoro del centro città, dichiarando che bisogna analizzare come mai i ragazzi si incontrano in centro città invece che in periferia come accade altrove? Perché.. se s’incontrassero a spacciare o a usare sostanze psicoattive in mezzo ai campi i problemi non ci sarebbero più? E’ davvero così importante mettersi ad analizzare perché stanno in centro? Ma soprattutto davvero dobbiamo credere che i servizi preposti si chiedano cose così banali? Sarà mica che in città grandi 5/10/30 volte Pordenone i quartieri di periferia siano essi stessi città nelle città, a volte più grandi di Pordenone stessa? Ammesso e non concesso poi, che il problema impellente sia delle seconde generazioni di immigrati, non è che ci sia da pensare a come il territorio abbia attuato percorsi di integrazione seria? Macchine della polizia, personale impiegato, vigili urbani, cani, rilevamenti, verbali, azioni legali, colloqui, quanto è costato tutto questo? A chi serve tutto questo? Ai ragazzi no, assolutamente no. Alla città? No. All’immagine? Alla coscienza? All’idea di controllo? Forse. Che tipo di valutazione costo/beneficio possiamo fare di queste azioni? Si è riuscito a stroncare il consumo di sostanze e/o lo spaccio? I ragazzi fermati hanno avuto modo di ricredersi delle loro azioni? Hanno deciso di percorrere itinerari di vita migliori in funzione dei fermi e dei controlli? Le famiglie di questi ragazzi adesso sapranno essere maggiormente incisive nel processo educativo verso di loro? Li seguiranno di più? Sapranno essere una famiglia migliore? No. No perché nessuno seguirà nessuno, perché non ci sarà un dopo, tutto svanirà come l’inchiostro usato a scrivere parole. Non ci si butta in mezzo alla nebbia con una macchina a 200 km/h rassicurati dal “mi sembra che la strada sia dritta” perché quando si trova una curva (perché c’è sempre una curva da affrontare) nessuno.. macchina, autista, passeggeri e famigliari ed amici a casa, sono pronti ad affrontarla. Noi proponiamo di affrontare la situazione con progettualità condivisa, convinti di quello che si fa, per non perpetuare quel meccanismo attraverso il quale, nonostante dei risultati assolutamente ottimi di progetti avviati splendidamente, questi si interrompano e ripartano tre mesi si e tre mesi no senza soluzione di continuità, disperdendo contatti, reti, azioni fiduciarie, negando agli educatori la possibilità di abbozzare qualsiasi azione a medio raggio con i ragazzi, con i Servizi, con le scuole, con i genitori, con gli adulti significativi, con le società sportive, con i commercianti, con le agenzie del divertimento, con le forze dell’ordine, ecc. Se si punta agli articoli sui giornali la strada intrapresa è quella giusta, se si vuole il miglioramento della città e dei suoi abitanti, minori, adolescenti, adulti o anziani che siano, stiamo sbagliando tutto.

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One Response to E..state ancora in città?

  1. Francesca Merlo ha detto:

    Ada, è perfetto quello che dici. Purtroppo, i problemi di sempre! “…nonostante dei risultati assolutamente ottimi di progetti avviati splendidamente, questi si interrompano e ripartano tre mesi si e tre mesi no senza soluzione di continuità, disperdendo contatti, reti, azioni fiduciarie, negando agli educatori la possibilità di abbozzare qualsiasi azione a medio raggio con i ragazzi, con i Servizi, con le scuole, con i genitori, con gli adulti significativi, con le società sportive, con i commercianti, con le agenzie del divertimento, con le forze dell’ordine, ecc.” Davvero triste.

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