L’IDEA DI PAESAGGIO IN ANDREA ZANZOTTO

zanzotto

Sabato 11 Aprile con inizio ore 17.00

Presso la sala conferenze “Teresina Degan” – Biblioteca Civica Pordenone –

Come sempre durante l’anno, l’Associazione I Ragazzi della Panchina di Pordenone, organizza e propone momenti culturali per la città. Andrea Zanzotto è stato un nostro AMICO da subito, dai primi anni. Anni in cui la battaglia per esistere e per dare significato all’esserci era complicata, ampia, su più fronti. Andrea ci ha aiutati a convogliare il potenziale verso l’esterno, ci ha aiutati a capire come la cultura non fosse atto finale di un processo ma il mezzo attraverso il quale raggiungere la gente, la città, costruire percorsi. Nella volontà di ringraziarlo ancora, di non far morire la sua cultura, le sue parole, l’Associazione assieme al Comune di Pordenone, la Biblioteca Civica di Pordenone e l’AAS n°5 vi propone questo momento dall’altissimo impatto culturale ma soprattutto umano. La serata prenderà corpo attraverso gli interventi di Marzio Breda, Matteo Giancotti e Gian Mario Villalta.

La scrittura di Andrea Zanzotto racconta un “idea di paesaggio” in cui l’uomo e la natura interagiscono e si confrontano, nonostante l’impatto del primo sulla seconda si faccia sempre più invasivo.

Ai luoghi reali della vita dell’autore, il grande Veneto che si estende dalle Dolomiti alle Lagune, si affiancano i paesaggi immaginati, viaggi compiuti o sognati in un’Europa sospesa tra lontananza e prossimità. Il ritratto dei luoghi si intreccia con quello dei personaggi che l’autore incontra e insegue nelle sue peregrinazioni, compagni di viaggio fidati e sorprendenti nella loro caratterizzazione umana e linguistica. Il risultato è un rapporto con il mondo che si completa nella scrittura, “vero luogo del nostro stare”, ricercato e difeso con la forza di una passione intima e civile, come solo la poesia può essere. (da “Andrea Zanzotto, Luoghi e paesaggi”, a cura di Matteo Giancotti, Bompiani, Milano 2013).

Andrea Zanzotto (1921-2011), nato a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, è stato uno dei più grandi poeti e saggisti dell’ultimo secolo. Attivo durante la Resistenza, dopo la guerra emigrò in Svizzera e in Francia rientrando in Italia nel 1947.

La sua raccolta d’esordio, Dietro il paesaggio (1951), raccolse il plauso tra gli altri di Ungaretti, Montale e Quasimodo, dando il via a una produzione ininterrotta in versi e in prosa che lo ha portato più volte alla candidatura al premio Nobel per la Letteratura.

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