QUANDO I PUNTINI SULLE I SONO D’OBBLIGO!

James-Bond-10-parodie-di-007

Leggiamo con qualche espressione di stupore l’articolo uscito sabato 11 sul Gazzettino. Il titolo recita “Il Comune schiera gli 007. Due operatori tra i ragazzi per risolvere tutti i conflitti”. Senza addentrarci nel testo, il titolo già basta ad una replica ampia. Il Comune è stato finanziatore del progetto di Educativa di Strada denominato Progetto TOP dal novembre 2012 fino al luglio 2013. L’attuatrice nonché proponente progettuale è stata, in questa fase di lavoro, la Coop Itaca in strettissima collaborazione con l’Ass. I Ragazzi della Panchina. Poi il Comune ha sospeso il servizio per mancanza di fondi, per poi rifinanziare il progetto da ottobre 2013 a gennaio 2014 e da aprile 2014/giugno 2014. In queste 2 trance l’affidamento è stato dato all’Ass. I Ragazzi della Panchina. Con la conclusione di giugno 2014 il progetto TOP non è stato più finanziato dal Comune di Pordenone. A distanza di sei mesi, grazie all’erogazione di un contributo dell’Ambito Distrettuale 6.5 sempre ai Ragazzi della Panchina, torna il Progetto TOP dal gennaio 2015 fino a fine giugno 2015 come data certa, con la volontà di trovare quella continuità finanziaria e conseguentemente di lavoro che possa mantenere il progetto e ed i professionisti che ci lavorano attivi, ma soprattutto protagonisti di azioni di politiche giovanili tra le più importanti in città e nell’Ambito. Volendo poi soffermarci e commentare la definizione di “007”, data ai professionisti che lavorano nel Progetto TOP, riteniamo si tratti di una definizione fuorviante oltre che errata per degli operatori che si relazionano quotidianamente con ragazzi in difficoltà certamente, ma anche con dirigenti di scuole di ogni ordine e grado, professori, formatori di caratura internazionale, professionisti dei Servizi pubblici e privati, sindaci, assessori e dirigenti cittadini ed extra cittadini, con dottori e primari degli ospedali, con dirigenti e professionisti dell’AAS5, presidenti di società sportive, genitori di qualsiasi estrazione sociale e con altri professionisti del mondo dell’educativa in tutta Italia, facendo loro stessi i formatori in diversi convegni ed incontri. Volendo precisare ulteriormente, ad oggi gli operatori del Progetto TOP sono tre e non più due. Poi dire che gli operatori servono per risolvere tutti i conflitti è davvero un errore. La mira non è assolutamente questa, anche perché non si lavora nelle conflittualità, non si vuole lavorare sulle emergenze, ma si cerca di intercettare la diverse problematiche agli esordi, di indirizzarli, di dare supporto, di accompagnare i ragazzi in percorsi di salute. Nell’articolo si parla di educatori amici dei ragazzi, che si mescolano con loro. L’educativa di strada è ben altro, è un dichiarasi immediatamente, è porre nella relazione i dovuti confini di un offerta precisa, professionale. Che la fiducia sia alla base del rapporto educativo e relazionale tra gli educatori ed i ragazzi contattati ed agganciati, questo non parte mai dal fattore amicizia, sarebbe fuorviante e falso, rischioso e non utile. A conclusione, sarebbe stato utile che chi scrivesse di un progetto già complicato da far capire e da raccontare, si informasse prima e al meglio con chi opera quotidianamente, per passare informazioni davvero utili alla cittadinanza ed ai ragazzi, perché puntando a fare “colpo”, non si produce cultura e quindi non si produce miglioramento.

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