DA PADRE A FIGLIA

giugno 30, 2016

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La vita da detenuto la si conosce, ma non esiste cancello, sbarra, rumore di chiavi, odore o divisa che possa fermare l’amore di un padre per la propria figlia. Ma non è solo l’amore che conta, ma la mancanza di quegli attimi che lo fanno ricordare. Attimi in cui giocavo con lei e in cui giocherò ancora! In questi attimi capisco lo sbaglio e il perché sono qui. Ormai mia figlia Chantal ha 11 anni (perché cresce così veloce?). Io per lei sono un padre, ma credo di essere più un gran amico. Con lei scopro i miei difetti e i miei pregi e quando ride io rido, quando sono serio lei ride, quando combina un guaio io rido. Ricordo tre anni fa a Carnevale; già da giorni mi diceva come voleva vestirsi: passava da principessa a diavoletta etc…Finché una sera seduti sul divano mi ha chiesto “Papi, tu domani ti vesti per Carnevale?”. Mi sono girato e l’ho guardata ridere. Leggi il seguito di questo post »

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LA VITA IN 1MQ

giugno 28, 2016

Ci sono cose che sono così serie che puoi solo farci una battuta sopra.
(Werner Heisenberg)

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Di carcere, solitamente, ne parlano i giornali, soprattutto attraverso la cronaca giudiziaria che colpisce in primo luogo la pancia dell’opinione pubblica, o gli addetti ai lavori, che disquisiscono su questioni complesse e lontane dal vivere quotidiano della gente. Il divario tra chi vive all’interno di un’istituzione carceraria e chi non vi accede, perciò, rimane spesso immutato, così come le reciproche opinioni. Provare a ridurre questa distanza, moltiplicando i punti di vista su tale realtà e utilizzando la cultura come mezzo d’informazione, è stato e continua ad essere uno degli obiettivi che, con il progetto “Codice a S-barre”, la nostra associazione cerca di portare avanti. Pertanto, dopo l’importante partecipazione al festival “Le voci dell’inchiesta”, curato da CinemaZero, I Ragazzi della Panchina, giovedì 23 giugno, hanno regalato alla città lo spettacolo teatrale “1mq – Un metro quadro”, realizzato dall’associazione culturale Speakeasy. Leggi il seguito di questo post »


CODICE A S-BARRE 2016

giugno 27, 2016

Speciale LDP

L’ASSOCIAZIONE “I RAGAZZI DELLA PANCHINA”
VI INVITA ALLA RESTITUZIONE DEL PROGETTO
CODICE A S-BARRE
GIOVEDI’ 30 GIUGNO PRESSO SALA “THE VILLAGE”
VIA SAN FRANCESCO A PORDENONE
INIZIO ORE 18.00

Si sta concludendo un altro anno di lavoro dell’Associazione I Ragazzi della Panchina all’interno della Casa Circondariale di Pordenone attraverso il progetto “Codice a S-barre”, finanziato dall’Ambito Urbano 6.5. Oltre agli scritti dei carcerati, riportati in ogni uscita del giornale Libertà di Parola, agli incontri dei ragazzi detenuti con diverse persone e associazioni significative del territorio, quest’anno sono stati proposti alla città due eventi importanti. Il primo è stato la proiezione di un estratto del video “Tutto quello che abbiamo dentro” all’interno del festival “Le voci dell’inchiesta” curato da CinemaZero, mentre il secondo è uno spettacolo teatrale “1MQ – Un metro quadro-“ realizzato dall’associazione culturale pordenonese “SPEAKEASY”.
In occasione della restituzione verrà consegnato in anteprima il giornale LdP “Speciale Codice a S-barre” che racconta il lavoro svolto quest’anno.
Come sempre I Ragazzi della Panchina si propongono alla città facendo della cultura il proprio biglietto da visita per parlare, informare, confrontarsi, conoscere e magari capire mondi apparentemente lontani ma, come nel caso del “Castello”, talmente vicini da essere parte del centro città.
Durante la restituzione faremo dunque un bilancio del ricco anno di lavoro appena conclusosi e ad allietare l’incontro ci sarà una breve performance del gruppo pordenonese “La Banca dei Ricordi”, liberamente tratto dal libro “Non Giudicare!!”.
Alle ore 19 ci saluteremo con un brindisi ed un buffet per augurarci una buona estate.


PAURA

giugno 27, 2016

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La paura è una sensazione che si prova quando si perdono le certezze o quando proprio non se ne hanno. Non è necessariamente una cosa negativa, in quanto la paura è spesso necessaria per bloccare impeto ed istinti che potrebbero portare a commettere errori, anche molto gravi. Un pilota di auto da corsa, ad esempio, convive con la paura, perché se non ne avesse sarebbe portato a superare in certi limiti che porterebbero ad un’uscita di strada o, peggio, ad un incidente, con conseguenze anche gravissime. Però vivere perennemente con la paura renderebbe la vita un inferno. Esistono molti tipi di paura, ma elencarli tutti è un compito molto arduo, quindi mi limiterò a scrivere delle paure che ho io, magari spiegando anche per quali motivi, secondo me, ho queste paure. Ho paura di essere amato perché non credo di essere all’altezza di ricambiare questo sentimento nel modo in cui la persona che lo prova per me vorrebbe. Per questo motivo, infatti, quando una donna mi si avvicina dimostrando interesse, tendo ad innalzare un muro e divento freddo nel rapporto. Leggi il seguito di questo post »


IL BLOG DI CODICE A S-BARRE

giugno 23, 2016

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Benvenuti nel blog di Codice a S-barre. L’idea di aprire questa pagina è nata dalla necessità di dare uno spazio ulteriore, oltre a quello presente nel nostro giornale Libertà Di Parola, agli scritti realizzati dai detenuti che partecipano al laboratorio, che come il blog, si chiama Codice a S-barre. Questo progetto, targato I Ragazzi della Panchina e finanziato dall’Ambito Urbano 6.5, è nato nel settembre 2013 ed è tuttora attivo all’interno della Casa Circondariale di Pordenone, anche grazie al supporto degli operatori del carcere. Codice a S-barre vuol essere uno spazio di condivisione, di dibattito, di elaborazione testi, quindi, una redazione interna attraverso la quale dar voce a chi vive recluso nel “Castello”. Questo blog sarà un prolungamento della rubrica presente in Libertà di Parola, quindi un luogo dove inserire pensieri, opinioni, sentimenti, stati d’animo e racconti di vita di persone comuni perché gli articoli, come ben sanno i nostri lettori, non si limitano ad affrontare quelle che sono le problematiche che vive una persona reclusa, ma interessano gli argomenti più disparati. I testi, quindi, avranno l’obiettivo di proporre i pensieri ed il punto di vista dei partecipanti al laboratorio sui temi affrontati in redazione e cercheranno di dare e darci una nuova occasione di confronto a distanza. Se dovessimo riuscire a creare una discussione, magari anche solo in famiglia, su uno degli argomenti trattati, avremo pienamente raggiunto uno dei nostri obiettivi. Cercheremo di dare costante aggiornamento al blog e inseriremo regolarmente nuovi articoli e fonti di discussione e confronto. Il desiderio è che questo blog sia sempre più frequentato, in modo che diventi uno spazio dove proporre i pensieri di chi vive, per il momento, uno spazio purtroppo limitato e che sia un nuovo strumento per far conoscere una realtà, spesso sconosciuta, ma che nel caso di Pordenone, è talmente vicina da essere collocata proprio nel cuore della città. In conclusione non resta che augurare ad ogni visitatore buona lettura e buon viaggio.


1mq – un metro quadro

giugno 16, 2016

Spkeasy

Spettacolo liberamente tratto dal libro “Non Giudicare!! – Pensieri di uomini non liberi”. Messa in scena a cura dell’associazione culturale Speakeasy.

Giovedì 23 Giugno 2016
h 21.00

INGRESSO LIBERO

Si sta concludendo un altro anno di lavoro dell’Associazione I Ragazzi della Panchina all’interno della Casa Circondariale di Pordenone attraverso il progetto “Codice a S-barre”, finanziato dall’Ambito Urbano 6.5. Come sempre la volontà è quella di creare momenti culturali cittadini che avvicinino il “dentro” al “fuori”. Quest’anno vi proponiamo uno spettacolo teatrale realizzato dall’associazione culturale pordenonese Speakeasy. Lo spettacolo è la rielaborazione di alcuni testi contenuti all’interno del libro “Non Giudicare!! – Pensieri di uomini non liberi”, realizzato all’interno del laboratorio Codice a S-barre nel 2014. 1MQ – Un metro quadro è rappresentativo dello spazio esiguo a disposizione di un detenuto, che deve imparare a farlo diventare il suo unico spazio di vita. Come sempre I Ragazzi della Panchina si propongono alla città facendo della cultura il proprio biglietto da visita per parlare, informare, confrontarsi, conoscere e magari capire mondi apparentemente lontani ma, come nel caso del “Castello” cittadino, talmente vicini da essere parte del centro città.