Il mio cane

luglio 29, 2016

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Responsabilità, che parolone! Pensando a questa mi balza subito in mente qualcosa che mi prefiggo di fare, qualcosa che mi dicono di fare perché hanno fiducia in me. Mi viene, poi, da interpretarla ad ampio raggio, cioè le varie responsabilità, piccole e grandi, che ogni giorno ci si presentano davanti, come ad esempio portare fuori il cane, tagliare l’erba, andare a lavoro ecc. Piccole o grandi che siano, queste hanno un denominatore comune, cioè quello di portare a termine le cose più disparate, responsabilmente e sempre al meglio. Io con le mie responsabilità ho sempre avuto dei grossi problemi: più che altro di accettazione oppure per non avere la costanza di portarle a termine positivamente. Ce n’è stata una che però sono riuscito a portare avanti, secondo me, in modo soddisfacente. Circa 7 anni fa ho deciso di adottare un cane. Sono andato in un canile e dopo aver visto parecchi cani che potevano essere validi per quel che cercavo, ho visto in una gabbia, assieme ad altri due cani, un cagnolino, un meticcio, che mi guardava con due occhioni grandi che esprimevano bontà e dolcezza, e da quel momento non ho avuto più dubbi. Ho chiamato subito uno dei lavoranti del canile e ho chiesto informazioni su quel cagnolino ai miei occhi tanto dolce. Si chiamava Gastone, aveva ormai 10 anni ma non me ne importava, io volevo lui, e fu così che io e mia madre abbiamo portato a casa un cagnolino che aveva passato tutta la sua vita in canile, e io in quel momento ho giurato a me stesso che mi sarei preso cura di lui. Leggi il seguito di questo post »


Responsabilità

luglio 21, 2016

scelte responsabili

L’assunzione di responsabilità o meno è una caratteristica intrinseca nell’uomo. Spesso è difficile fare una scelta, un po’ per paura, un po’ perché non si è maturi per decidere. Nella mia lunga vita, spesso, ho dovuto decidere e assumere delle responsabilità che spettavano ad altri. La prima che mi viene in mente è aver dovuto decidere in brevissimo tempo sulla vita di una persona. Era mia zia, la zia che mi ha cresciuto come un figlio dopo la morte di mia mamma, avvenuta quando io avevo solo cinque anni. Era la fine del 1984, quando lei fu colpita dal male, un adenocarcinoma all’utero: lei aveva 68 anni e mio zio, suo marito, era come inebetito, non sapeva nemmeno più parlare, né cosa fare. Da buon figlio, anche se acquisito, mi presi la responsabilità delle azioni che avremmo dovuto intraprendere. Avevo 30 anni e andai a chiedere consigli ad alcuni ginecologi, tra i quali un amico con il quale ho condiviso le scuole superiori e un anno di università a medicina.
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GP F1 UNGHERIA – HUNGARORING

luglio 15, 2016

gp ungheria

Essendo un grande appassionato di F1, ho spesso avuto voglia di vedere un Gran Premio dal vivo. Questa passione è scoccata quando all’età di 6 anni ho visto il mio primo GP, e, tra stupore e meraviglia, è stato subito amore. Sarà che per noi maschietti il mondo delle auto da corsa fa parte dello sviluppo come il calcio. Chi di noi da piccolino non ha giocato con le macchinine? Per chi desidera vivere dal vivo un weekend all’insegna delle auto nella loro massima espressione senza spendere una follia, consiglio il GP d’Ungheria. La pista è collocata a pochi km dalla città di Budapest, bellissima capitale europea che merita di essere visitata, e partendo dal Friuli sono solo circa 800-900 km. Si può raggiungere in auto, treno o aereo. Io preferisco l’auto con cui potete approfittare di girare liberamente i paesi che attraversate, Austria e Ungheria. Durante i giorni del GP, trovare posto in hotel è difficile e costoso, le squadre spesso occupano per intero i migliori alberghi, ma non preoccupatevi, non prenotate nulla, poi vi spiegherò. Partendo la mattina presto, il giovedì verso le tre, sarete a Vienna per la colazione, un paio di ore per visitare la bellissima città per poi ripartire alla volta di Budapest, tutta autostrada. Nel primo pomeriggio, se siete andati con calma, arrivate alla periferia della città, lì aguzzate la vista, vedrete appesi ovunque o persone al lato della strada con in mano con scritto “zimmer” (affittasi in tedesco). Inizia l’avventura… Leggi il seguito di questo post »


PENSIERI E DOMANDE CONFUSE

luglio 8, 2016

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Leggendo il testo della canzone di Guccini “Ho ancora la forza” mi viene un sorriso, il sorriso del sognatore, il sorriso di chi, in fondo al proprio essere, pieno di errori e di difetti, dice, mentendo a se stesso “Posso fare ciò che voglio, come ho sempre fatto…”. Il cantautore scrive “abito sempre qui da me, in questa strada che non sai mai se c’è, nel mondo sono andato, dal mondo son tornato sempre vivo”. Non capisco bene il perché, ma questo testo mi accende. “Ho ancora la forza” rimbomba nella mia mente, farei meglio a dire: non ho mai avuto la forza …la forza vera, la forza di dire no ai desideri, la forza di chi, stringendo i denti, arriva a fatica a fine mese ed è comunque soddisfatto del suo operato, la forza della gente cosiddetta comune, che soffre e tira avanti, giorno dopo giorno. Ma non voglio essere patetico. Il quesito è “Ho ancora la forza di fare qualcosa di nuovo? Qualcosa di non ripetitivo, di già vissuto, magari di creativo e semplice allo stesso tempo, qualcosa di soddisfacente ma non per forza adrenalinico? L’essenza di un uomo ha per forza bisogno di un continuo stimolo verso l’alto, o ci sono vie di mezzo ugualmente belle? Leggi il seguito di questo post »


LO SPAZIO DEL PENSIERO

luglio 6, 2016

Speciale LDP cop

Parlare di carcere non è mai semplice. Il rischio, sempre in agguato, è quello di cadere in facili retoriche o, peggio, ricalcare qualche stereotipo che poco si presta a descrivere questo mondo, il quale sembra interessare quasi esclusivamente gli addetti ai lavori e pochi altri che, per diversi motivi, sono incuriositi dal tema. Il carcere però, in particolare a Pordenone dov’è collocato nel centro città, è una realtà presente e vicina a tutti noi e per questo è importante riuscire a trovare degli spazi di riflessione e discussione che permettano di ridurre i timori ed accorciare le distanze tra coloro che vivono la medesima comunità. “Chi vuol conoscere il carcere”, come scrisse il direttore A. Quagliotto nella prefazione del libro Non giudicare!!, “dovrebbe conoscere (…) quali sono i pensieri di coloro che lo abitano”. Leggi il seguito di questo post »