LO SPAZIO DEL PENSIERO

Speciale LDP cop

Parlare di carcere non è mai semplice. Il rischio, sempre in agguato, è quello di cadere in facili retoriche o, peggio, ricalcare qualche stereotipo che poco si presta a descrivere questo mondo, il quale sembra interessare quasi esclusivamente gli addetti ai lavori e pochi altri che, per diversi motivi, sono incuriositi dal tema. Il carcere però, in particolare a Pordenone dov’è collocato nel centro città, è una realtà presente e vicina a tutti noi e per questo è importante riuscire a trovare degli spazi di riflessione e discussione che permettano di ridurre i timori ed accorciare le distanze tra coloro che vivono la medesima comunità. “Chi vuol conoscere il carcere”, come scrisse il direttore A. Quagliotto nella prefazione del libro Non giudicare!!, “dovrebbe conoscere (…) quali sono i pensieri di coloro che lo abitano”.

Per questo motivo la nostra associazione, ormai da tre anni, opera all’interno della Casa Circondariale e cerca, attraverso il progetto Codice a S-barre, una redazione interna al carcere, di proporre un’informazione basata proprio su quelle che sono le storie, i racconti e le riflessioni dei detenuti. La normale attività di redazione, quest’anno, è stata implementata attraverso l’incontro con quattro testimoni privilegiati, che attraverso le interviste dei partecipanti al laboratorio, hanno raccontato le loro pluriennali esperienze di volontariato e hanno esplicitato come sia possibile spendersi per gli altri, traendone al contempo grande soddisfazione. Le riflessioni dei giornalisti del “Castello”, scaturite da questi appuntamenti, compongono l’ultimo numero di Libertà Di Parola, interamente dedicato al progetto. Il laboratorio in questi anni ha visto coinvolti dei detenuti particolarmente motivati ed attivi e sono stati davvero numerosi gli articoli prodotti dagli stessi. Pertanto ci è sembrato necessario creare uno spazio ulteriore rispetto a quello della rubrica presente nel nostro giornale per dare visibilità a quanto realizzato nella redazione interna ed è stato quindi aperto il blog “Codice a S-barre”, accessibile dal blog dell’associazione I Ragazzi della Panchina. Questa la vera novità dell’anno, un nuovo spazio che bene si accosta al nostro giornale trimestrale, ma che si propone come ulteriore strumento, nuovo pennello, per dipingere quelli che sono gli spazi reali del carcere, quelli della mente di chi lo vive.

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