PENSIERI E DOMANDE CONFUSE

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Leggendo il testo della canzone di Guccini “Ho ancora la forza” mi viene un sorriso, il sorriso del sognatore, il sorriso di chi, in fondo al proprio essere, pieno di errori e di difetti, dice, mentendo a se stesso “Posso fare ciò che voglio, come ho sempre fatto…”. Il cantautore scrive “abito sempre qui da me, in questa strada che non sai mai se c’è, nel mondo sono andato, dal mondo son tornato sempre vivo”. Non capisco bene il perché, ma questo testo mi accende. “Ho ancora la forza” rimbomba nella mia mente, farei meglio a dire: non ho mai avuto la forza …la forza vera, la forza di dire no ai desideri, la forza di chi, stringendo i denti, arriva a fatica a fine mese ed è comunque soddisfatto del suo operato, la forza della gente cosiddetta comune, che soffre e tira avanti, giorno dopo giorno. Ma non voglio essere patetico. Il quesito è “Ho ancora la forza di fare qualcosa di nuovo? Qualcosa di non ripetitivo, di già vissuto, magari di creativo e semplice allo stesso tempo, qualcosa di soddisfacente ma non per forza adrenalinico? L’essenza di un uomo ha per forza bisogno di un continuo stimolo verso l’alto, o ci sono vie di mezzo ugualmente belle?

Forza. Che cos’è la forza? La forza di soffrire, la forza per cambiare, la forza di amare. Tutto è forza. La forza di vivere giorno per giorno, con poche aspettative da ciò che viene dal di fuori, la forza di accettare i limiti e senza scoraggiarsi ripartire dal fondo. E poi, che fondo? Dopo tutto c’è sempre chi sta peggio, o sbaglio? Sorrido, sorrido leggendo la canzone di Guccini, sorrido pensando al passato, al futuro e soprattutto pensando al presente, a ciò che vivo ora. Sorrido perché ho ancora la forza di non prendere tutto troppo seriamente e come un bimbo non smetto di sognare di essere più forte! Spinto dal desiderio di essere, di avere, di conquistare l’attenzione del mondo, ho sempre avuto la forza di affrontare la mia quotidianità “diversa”, il mio tran-tran fatto di menzogne, frastornato e conteso dai due poli opposti, i cari, gli affetti e la retta via da una parte e l’altro mondo, composto da “lupi”, droghe ed interessi; malavita nel vero senso della parola. Il bene ed il male, ugualmente impegnativi, entrambe affascinanti e soddisfacenti in modo diverso, ma comunque molto impegnativi; la quiete e la tempesta, due mondi in cui senza forza non si sopravvive. Diamo un nome a questo essere che vive in noi e che ci spinge a “fare o non fare”, a rimanere sulla cresta dell’onda o dopo un fallimento a rialzarsi…volontà, ecco il vero il motore che spinge pensieri, azioni e parole.

Andrea

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