Un ricordo piacevole

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Nell’esperienza di vita di un uomo, vi sono ricordi indelebili che lasciano traccia, come una cicatrice, che risorge non appena l’epidermide rimane a contatto con il sole e questo vissuto rivive e lascia un po’ di rammarico, ma principalmente un segno positivo. Tempo fa, conversando con alcune persone, è riaffiorato nella mia mente il ricordo di un’esperienza passata. Si parlava di libri, di lettura e il mio ricordo è andato a quando, con Roberta, la mia ex fidanzata eravamo andati a vivere insieme a Jesolo, la città balneare che molti conoscono. C’eravamo andati d’inverno, quando il vento e la nebbia la fanno da padroni, dove la ressa estiva non c’è, molte attività sono chiuse e trovi solo chi vive e lavora tutto l’anno. Ad entrambi piaceva il mare d’inverno, dove l’isolamento dava spazio alla riflessione e il frastuono del vento e delle onde gli erano compagne. Dopo qualche tempo, anche in una città balneare si riesce a vivere un’atmosfera più conviviale e questo succede quando si conosce il giornalaio, che si ricorda di lasciarti la copia del tuo quotidiano preferito, il titolare del market, che ha la funzione di panettiere, fruttivendolo, macellaio e così via. A me e Roberta piaceva vivere in questo luogo, ma soprattutto ci accomunava l’interesse per la lettura, forse non tanto per gli argomenti trattati, ma per la condivisione ed il confronto che nasceva tra noi rispetto a ciò che attingevamo dai libri; questo confronto avveniva solitamente la sera quando invece di guardare la tv, leggevamo. Per rendere partecipi entrambi, leggevamo un capitolo ciascuno ad alta voce, per far sì di non abbassare la soglia di attenzione, e ci confrontavamo poi nel merito. Non posso proprio dimenticare le discussioni accese a volte all’inverosimile, per far valere il proprio punto di vista, e ciò mi rammenta anche che quelle probabilmente erano state le nostre uniche divergenze, che ci hanno comunque fatto crescere. Abbiamo vissuto tre anni assieme, ciascuno rispettando l’altro, anche quando vi erano interessi totalmente opposti. Io ero giovane e mi piaceva andare a ballare, invece lei non ne voleva sapere, non le piaceva e non voleva nemmeno provarci. Nonostante questo, anni dopo, è diventata coreografa con una tesi sul tango argentino…a volte le dinamiche della vita sono le più inaspettate! Ho interrotto io questo rapporto, forse anche in malo modo, forse anche non dandogli il giusto valore. La maturità ti insegna, poi, a dare il giusto peso alle cose, specialmente alle relazioni interpersonali. I nostri rapporti sono proseguiti lo stesso per diversi anni, attraverso lettere e telefonate, poiché lei si era trasferita a Londra per proseguire gli studi e realizzarsi professionalmente. Ci siamo incontrati nuovamente dieci anni dopo, prima della sua partenza per New York e, in quella occasione, parlando del più e del meno, è stato chiaro, come per entrambi la nostra storia era un bel ricordo che, nel caso di Roberta l’aveva fatta crescere ed evolvere, anche negli interessi. Questa relazione lascia, come detto in precedenza, una traccia ancora viva in me e quando, parlando di libri, mi sono rammentato l’esperienza vissuta l’ho esternata con semplicità e trasporto.

Diego

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