Il fenomeno facebook

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Facebook nasce ad Harvard il 4 febbraio 2004, prevalentemente dalla mente di Mark Zuckerberg. Originariamente era stato progettato solo per gli studenti dell’Università ma come sappiamo ben presto il fenomeno social esce dai cancelli di Harvard e si diffonde a macchia d’olio in tutto il pianeta, diventando il social network più diffuso. E questa è la storia…dopo di essa c’è il presente e facebook nel 2016 è un lontano parente del suo antenato del 2004. FB è ormai parte integrante della maggior parte delle persone dai 13 (in linea teorica il limite di età attuale, spesso aggirato) anni in su. Di facebook si può dire tanto e perdersi a parlare delle sue numerose funzioni, applicazioni e risvolti nella vita delle persone. Vorrei concentrarmi però su quelli che, per la mia esperienza di utente FB, sono gli aspetti positivi e quelli negativi.

Di positivo sicuramente c’è la possibilità di tenersi in contatto con le persone, con quelle distanti e vicine, condividendo parte delle proprie vite rendendole visibili sul social. Se usato saggiamente FB può essere una vera e propria miniera di informazioni e notizie su chi ci circonda e sul mondo, delle volte non serve guardare il telegiornale per rimanere aggiornati ma basta accedere al social. Nel tempo facebook si è strutturato anche per supportare giochi e pagine, molte delle quali grazie all’umorismo delle persone sono molto divertenti.

Partendo dal presupposto che secondo me ci sono meno aspetti negativi che positivi, devo dire che quelli negativi hanno comunque un certo peso. Delle volte la censura delle immagini e di alcune pagine lascia un po’ a desiderare, mi metto nei panni dei più piccoli che si approcciano al social e possono accedere senza limiti a contenuti non adatti alla loro età semplicemente con un click. L’avvento social, attraverso falsi profili, false notizie e sovraesposizione di informazioni private ha attirato molti malintenzionati che su facebook sfruttando la realtà virtuale per adescare le loro prede, purtroppo solitamente i più giovani. Probabilmente l’aspetto negativo prevalente è che molte volte non c’è un uso consapevole  e responsabile dello strumento FB.

Sono utente FB da una decina di anni e il mio utilizzo del social si limita alla navigazione tra le pagine che mi piacciono di più e la comunicazione attraverso le chat private, il mio profilo non è uno di quelli pieni di immagini di sé, di notizie della mia vita privata, di opinioni, pareri, pensieri ecc ecc. Perché secondo me sta proprio li il fulcro della bilancia social si o social no: dipende dall’utilizzo che se ne fa, alla luce di quali si sanno essere i rischi e i benefici. Spesso il senso critico di un giovane (e non solo) non è abbastanza sviluppato da capire ciò che vede o considerare gli effetti di ciò che posta, senza tralasciare il sempre maggior bisogno di apparire che noto. Tutti sono tuttologi, esperti e sul piedistallo del giudizio facile. Questo protagonismo condito di esagerazioni e poca riservatezza spesso mi è indigesto, però è uno dei compromessi da accettare per stare su FB. Direi che in sintesi il mio pensiero è concorde con J-Ax e Fedez che cantano ironicamente “Ogni ricordo è più importante condividerlo, che viverlo. Vorrei ma non posto”.

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