La carica dei giovani imprenditori – La filosofia aziendale

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“Non voglio creare l’uomo per la fabbrica ma la fabbrica per l’uomo”. E’ il Pop Com Studio che deve essere per il lavoratore e non il contrario.

Ci avete raccontato di come avete iniziato questa avventura. Ci piacerebbe adesso conoscere un po’ più approfonditamente Pop Com…quali sono le vostre parole chiave?

Giulio – Ho già detto che mi sarebbe piaciuto riuscire a creare l’ambiente di lavoro che avrei voluto trovare da dipendente. L’idea fondamentale era di portare un modello aziendale diverso, senza orari, senza collocazioni e gerarchie verticali ma bensì orizzontali. La creatività di ognuno deve essere posta al centro del progetto. Il setting, cioè gli spazi e l’arredamento, deve aiutare la creatività e quando dico “senza orari e collocazioni” intendo che vogliamo sganciarci dall’idea classica del numero fisso di ore di lavoro alla quale purtroppo in Italia siamo molto legati, perché non è detto che in quelle otto ore e soprattutto in quegli orari tu sia produttivo al massimo. Nel mondo della comunicazione è molto più fondamentale come lavori, indipendentemente dal tempo che ci metti. Ovviamente ci sono le cose da fare e bisogna lavorare ognuno secondo responsabilità, ma nel nostro campo, secondo noi, la mente deve essere libera di esprimersi e l’intuizione può capitare da un momento all’altro. Qua parliamo di vari argomenti oltre il lavoro, ci confrontiamo su politica, attualità, sport e questo secondo noi aiuta a sentirsi bene in un ambiente che deve essere al servizio del dipendente. Riprendendo un concetto di Olivetti, “Non voglio creare l’uomo per la fabbrica ma la fabbrica per l’uomo”. E’ il Pop Com studio che deve essere per il lavoratore e non il contrario, questo concetto aiuta a valorizzare la qualità del lavoro.

Mattia – Potremmo dire che una nostra parola chiave sia orizzontalità. Ovvero diamo molta importanza al dialogo, alla discussione dalla quale trovare sempre una sintesi finale. Se c’è un problema qui devi dirlo, per poterne parlare e accogliere anche le criticità trasformandole in opportunità. In altre realtà lavorative se hai un problema magari diventi un fastidio per il titolare e conseguentemente un peso, parlarne a livello orizzontale aiuta ad evitare queste dinamiche. Come in una famiglia, qua dentro ci si dice tutto, si litiga e si chiarisce per creare un ambiente sereno il quale favorisce la qualità del lavoro e conseguentemente migliora la proposta per il cliente. Un altro concetto importante che sposiamo è quello di valorizzare e rispettare le competenze di ognuno. Spesso nel lavoro dipendente il capo è quello che si prende il diritto di imporre pensando di saper tutto. Tra di noi deve essere chiaro che ogni competenza contribuisce al buon risultato finale, ovviamente ci sono delle responsabilità diverse tra soci e collaboratori ma questo non deve pesare sul collaboratore, che deve sentirsi libero di dire la sua.

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Potremmo dire che una nostra parola chiave sia orizzontalità.

Giulio – Il rispetto delle competenze altrui è fondamentale in chiave fiducia. Come in una società di calcio, ognuno ha il suo ruolo e sapere che puoi fidarti e passare la palla ai tuoi compagni è importantissimo. Ci sono però anche situazioni nelle quali è necessario che chi ha più esperienza lavorativa prenda in mano le redini. E’ il caso delle emergenze che sono complicate da gestire, dove la capacità di saper prendere decisioni lucide è importante e l’esperienza di un singolo può aiutare tutta l’equipe a crescere secondo il suo esempio. E’ come prendersi la responsabilità di calciare un rigore al novantesimo, se segni ne gode tutta la squadra.

Mi sembrano delle belle idee, abbastanza in contrapposizione con la mentalità maggioritaria di oggi sul lavoro. Non pensate che le vostre idee saranno difficili da portare avanti, anche in ottica futura se avrete più dipendenti?

Giulio – Il concetto è passare uno stile. Un modo di fare, un ordine delle idee che anche altri dipendenti possano sposare, apprezzandolo per la libertà che può garantire anche a loro. Vegliare sul contagio dello stile aziendale è anche un compito nostro che siamo i soci fondatori ma vediamo che già adesso, tra i nostri collaboratori è molto apprezzato il nostro modus operandi. Vorrei precisare che non si parla del paese dei balocchi, ci sono le scadenze, le responsabilità, gli errori e i periodi difficili come in ogni lavoro. Forse la differenza sta nel capire che la libertà è fondamentale, ma si gioca in una squadra e non solo per se stessi.

Continua…

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