MI PRENDO CURA DI ME

giugno 16, 2017

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Mi prendo cura di me in ogni istante delle mie giornate.
Mi prendo cura di me mentre cammino per strada.
Mi prendo cura di me mentre gioco con mia figlia. Ho cura di me mentre scrivo, mentre leggo e mentre guardo un film.
Mi prendo cura di me mentre curo i problemi quotidiani.
Mi prendo cura di me attraverso la premura nei confronti della mia famiglia.
Mi prendo cura di me quando cerco di rasserenare mia moglie, quando faccio l’amore con lei, quando mi sveglio in parte a lei.
Mi prendo cura di me quando progetto una giornata spensierata.
Mi prendo cura di me quando costruisco qualcosa, un oggetto, un mobiletto, un portafoto.
Mi prendo cura di me quando guardo il cielo oppure quando sento la primavera che riempie i miei sensi.
Mi prendo cura di me vivendo pienamente ogni istante nel bene e nel male, tutto serve. Cercando di godere di ogni piccola cosa e apprezzando il tutto.
Mi prendo cura di me cercando di prendere consapevolezza che la felicità, quella vera, è apprezzare ed amare ciò che ho.
E’ così che mi prendo cura di me, curando ciò che mi riempie il cuore di felicità e di benessere. La mia famiglia, mia moglie e mia figlia; se mi prendo cura di loro, mi prendo cura anche di me.
Mi prendo cura di me così, ma in realtà non sono sicuro di che cosa significhi esattamente prendermi cura di me.

Florian


UN ALTRO ME

maggio 8, 2017

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L’Associazione I Ragazzi della Panchina, l’Associazione culturale Cinemazero e

 l’Associazione In prima persona. Uomini contro la violenza sulle donne,

in collaborazione con la Casa Circondariale di Pordenone,

 vi invitano alla proiezione del film

UN ALTRO ME

di Claudio Casazza

Giovedì 11 maggio 2017

ore 21.00 presso Cinemazero di Pordenone

L’evento rientra tra le azioni di “Codice a s-barre”, progetto sostenuto dall’Ambito Urbano 6.5 e realizzato dall’Associazione I Ragazzi della Panchina all’interno della Casa Circondariale di Pordenone. La proiezione sarà l’occasione per osservare il carcere da un altro punto di vista e ampliare la conoscenza di un mondo, molto vicino, ma sconosciuto ai più. Alla proiezione sarà presente il regista C. Casazza.

Vi aspettiamo numerosi.


LA FORZA DELLA PREGHIERA

aprile 18, 2017

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Quando ero in Nigeria, ogni domenica andavo in chiesa a pregare. Dopo la morte dei miei genitori, nessuno mi aiutava e per me era difficile anche trovare da mangiare e oltre che a dover sostenere me stesso dovevo pensare anche ai miei fratelli. Mi sentivo come un morto vivente. Così iniziai a vendere mele per poter avere da mangiare per me e i miei fratelli almeno una volta al giorno. I miei pensieri erano rivolti al futuro con la speranza di guadagnare tanti soldi. Così iniziai a racimolarne lavorando un poco alla volta. Leggi il seguito di questo post »


Non solo a Natale

marzo 15, 2017

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Cari ragazzi,

Innanzitutto grazie!!! Grazie per gli auguri di Natale che, con grande stupore, sono stati da tutti ben graditi forse proprio perché inaspettati. Siamo lieti che qualcuno, ma soprattutto voi, che siete il futuro e rappresentate la speranza che il domani può essere meglio di ieri, vi siete ricordati di noi che per certi aspetti rappresentiamo la parte “scomoda” della società. Magari perché rinchiusi in luoghi imbarazzanti per chi è fuori, quando per la tradizione pagana e festaiola ci si diverte e ci si scorda degli ultimi. E’ bello pure leggere che voi, piccoli adulti, date ascolto alle parole del papa che quest’anno ha voluto dedicarci pensieri con il Giubileo dei Carcerati, in cui hanno avuto particolare importanza parole come misericordia e perdono. Ci siamo quindi chiesti come poter contraccambiare il vostro gentile pensiero, le belle parole di conforto e speranza che ci avete regalato, anche perché a Natale oltre agli auguri ci si impegna con buoni propositi. Leggi il seguito di questo post »


Sogni di un padre detenuto

febbraio 13, 2017

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Sono oltre 18 mesi che sono in carcere e più passa il tempo, più diventa dura. Il 20 novembre 2015 è nata mia figlia, la mia principessa, e io purtroppo non ero presente. Il tempo scorre in fretta, ed è già passato un anno dalla sua nascita; la vedo ogni settimana a colloquio e da sabato a sabato noto i cambiamenti, cresce, cammina e dice papà. Quando ha fatto un anno purtroppo non ero vicino a lei per spegnere la sua prima candelina e posso assicurarvi che non esistono parole per descrivere il vuoto e la sofferenza che ho provato e provo nel mio cuore per questa mia lontananza, un dolore quasi straziante. Quando ci penso sento come se qualcuno mi infilzasse con degli aghi fino a togliermi quasi il respiro; vorrei essere lì con la mia famiglia, la mia principessa, giocare con lei, ridere con lei, vorrei poter fare quello che fanno tutti gli altri padri invece di sentirmi così inutile. Ultimamente, quando riesco a dormire, faccio dei sogni stupendi e vorrei raccontarvene uno. Circa un mese fa non riuscivo a prendere sonno allora decisi di mettermi le cuffie per ascoltare un po’ di musica, mi sintonizzai su radio Piter Pan e dopo un po’ riuscii ad addormentarmi. Ricordo che stavano suonando della musica latino americana e mentre sentivo quel brano iniziai a sognare. Leggi il seguito di questo post »


La notte

gennaio 18, 2017

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La notte è fatta per dormire, dicevano i nostri genitori. Da piccolo davo ragione a questa “imposizione” della mia famiglia. Verso i 16 anni, ho capito che la notte offre moltissime possibilità che il giorno non può dare. Prima di tutto si possono ammirare le stelle nel cielo, magari, come facevo io, distesi sulla spiaggia lontani dal caos, coccolati solo dal suono della risacca e circondati dal silenzio. Il silenzio: anche questa è una caratteristica della notte. In nessun altro modo si può godere della pace offerta dal silenzio notturno. Di notte si possono apprezzare meglio i concerti all’aperto che offrono luci che di giorno sarebbe impossibile anche solo notare. Leggi il seguito di questo post »


Nonna

dicembre 12, 2016

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Ciao nonna come stai? Spero che tu stia bene, so quasi per certo che stai bene: io inutile che ti dica come sto e cosa provo dentro di me, perché lo sai benissimo, lo sai senza aver bisogno che te lo dica. Ti scrivo questa lettera pur sapendo che non la leggerai mai, per dirti quanto ti voglio bene e per dirti quanto mi dispiace per tutto questo. Ricordo tutti i momenti passati sorridendo in serenità, in giardino mentre giocavo con Bobi quel buffo Schnauzer, al quale tu tagliavi i peli davanti agli occhi perché dicevi che così vedeva meglio. Mi ricordo che tutte le volte che ti vedeva con le forbici in mano scappava a nascondersi sotto la siepe per non farsi prendere e io e il nonno ridevamo come matti perché tu ti arrabbiavi perché non riuscivi prenderlo. Ricordo quanto stavi in pensiero, le volte che ritardavo per pranzo o per perché tu mi facevi da mamma, dato che lei non c’era mai per diversi motivi e io stavo da solo in quella maledetta casa, poco distante da te, ma quando non lavoravo stavo sempre con voi. Ricordo la prima bicicletta che mi sono costruito con l’aiuto del nonno con i pezzi che avevo recuperato tra i ferri vecchi, non mi lasciavi andare in strada perché dicevi che era pericolosa e giravo solo in giardino, senza pensieri, senza preoccupazioni, perché avevo te e il nonno che mi volevate bene e mi davate tutto quello di cui avevo bisogno. Per andare in giro mi facevi usare la tua bicicletta anche se sapevi che tutte le volte rompevo qualcosa perché saltavo su e giù dai marciapiedi, fino a quando un giorno ti sei fatta accompagnare al centro commerciale e mi hai comprato una stupenda mountain bike verde, ero al settimo cielo. Leggi il seguito di questo post »