Canta che ti passa

aprile 23, 2009

Appoggio il libro che sto leggendo sul comodino. Guardo la sveglia: due e trenta. È una della mie solite insonnie. E sì che la mente cerca con forza il bisogno del riposo nel silenzio della notte. Gli occhi e il fisico sono stanchi,  le neuropatie provocate dal virus dell’aids mi attraversano il corpo e le loro scariche elettriche non si lasciano andare alla presa del sonno. Ormai ci sono abituato,  comunque domani arriva sempre un altro giorno, e si sa che la mattina ha l’oro in bocca. Leggi il seguito di questo post »


IL RE ABBANDONA LA PIAZZA

febbraio 20, 2009

Sarà rimpatriato “Sani”, l’indiano che rischiò di morire assiderato alla vigilia di Natale del 2007

Ultimamente scherzando ti chiamavo il re di Piazza Costantini, anche se nella tua tragica situazione non sarebbe il caso di usare troppa ironia. Ma, si sa, quando non si ha niente di niente come nel tuo caso, l’ironia e la dignità innate aiutano a rendere lucidamente più sopportabile la quotidianità dura e monotona di un senza casa extracomunitario senza residenza e con la pelle caffelatte, almeno fin che ce la fai. Leggi il seguito di questo post »


A quarant’anni

aprile 28, 2008

Anche stanotte gran fatica a dormire. Neanche le solite, fastidiose neuropatie sovrastano questo inquietante e comprensibile pensiero che scorre così forte verso un amico di quarant’anni. Sono un paio di giorni che rimando e tentenno: Leggi il seguito di questo post »


Libertà e regole

aprile 21, 2008

Libertà e regole: parole potenti che hanno bisogno di sforzi continui di comprensione e che ognuno deve cercare a modo suo, lungo il suo cammino. Parole che evocano paure e gioie, come utopie politiche imposte o fervide religioni usate per inculcare il proprio e unico pensiero. Anche se la storia ci ha deluso più volte, essa comunque insegna che Leggi il seguito di questo post »


La prima

aprile 14, 2008

Ricordo solo uomini in piedi che imprecavano applaudivano e fischiavano, gridando all’arbitro. Ho dimenticato il risultato, se ci siano stati goal o azioni emozionanti. La prima volta che andai allo stadio “Bottecchia” a vedere una partita di pallone: i Ramarri del Noncello, come vengono chiamati dagli aficionados. Mi portò mio padre, avevo dieci, forse undici anni. Ero molto contento di andare in qualsiasi posto con lui. Povero, era sempre in giro per l’Italia a montare stand nelle fiere, e il poco tempo libero era dedicato a costruire la casa con le sue mani. Non c’erano perciò tante occasioni per la famiglia di andare da qualche parte. Ricordo come fosse ieri l’unica volta che tutti assieme, Leggi il seguito di questo post »


Il primo post di Gigi

aprile 10, 2008

Questa é una prova