Fatti e rifatti

agosto 23, 2013

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Siamo alle solite patetiche dinamiche dei precedenti governi. Ma chi l’ha votato non sapeva che sarebbe andata a finire così? Che sarebbero ricominciate le beghe esattamente dal punto in cui erano state sospese, invece di prodigarsi completamente alle condizioni del paese in grave affanno? Al solito si contrappongono le sorti di una persona sola a quelle di tutta la nazione, tenuta sotto scacco da quello che deciderà di fare l’anfitrione ferito attorniato dai suoi seguaci settari. Innocente o colpevole che sia non ha più importanza, che sia il leader di un grande movimento che senza di lui tra l’altro è aria fresca incapace di reggersi con le proprie gambe lo stesso. Se veramente una persona nella posizione del cavaliere è votata a pensare al bene del paese, deve fare un passo indietro, difendersi in giudizio da cittadino italiano e non coinvolgere tutti nel suo marasmatico delirio giudiziario.

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Quando manca un amico

marzo 21, 2013

Questa mattina è mancato un amico, un amico vero di tutti, di quelli che più volte ci hanno reso orgogliosi di essere italiani, e di questi tempi è merce praticamente estinta. Molti ragazzi non sanno neanche di cosa sto parlando, mai gli è capitato di poter gonfiare il petto davanti al mondo dicendo: “io sono italiano”. E come potrebbero? Nel pentolone dei magna magna in cui viviamo, dove imperversano zuffe legate ad interessi privati spacciati per toccasana per il paese, dove ci si sente dare degli ignoranti stupidi se non si appoggia un’idea politica, ove demagogie, menzogne spudorate, facce toste senza limiti, tengono le redini di questo nostro paese di merda. Cancro? Si questo è il nostro cancro, noi siamo il nostro cancro. Perché neanche se ce lo lasciassero fare riusciremmo a invertire la rotta e ad avviarci verso un futuro migliore. L’unità nazionale e l’onestà sono le uniche cose che potrebbero salvarci ma noi ormai non ne siamo più capaci. Troppo in guerra troppo distorti nell’”arte” dell’arrangiarsi, per avere soltanto lontanamente voglia di cambiare e provare un sentimento per la nostra nazione fondata ormai sul “si arraffi chi può”. E allora come si fa? Cosa ci può muovere da questo autodistruttivo torpore collettivo? A chi dobbiamo guardare per capire cosa si perde a non essere fieri di noi e dei nostri fratelli? Chi può dare l’esempio?

Non so voi ma davanti a queste imprese acqua e sapone io mi commuovo e una lacrima non riesco a fermarla. Ecco chi ha saputo farci vivere il brivido del patriottismo, la commozione dell’inno di Mameli cantato con un groppo alla gola dal gradino più alto del mondo, con il petto gonfio per dire a tutti: “Guardateci, siamo italiani”. Addio Pietro, non ti dimenticheremo mai.

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Napule è

novembre 13, 2012


Angeli per caso

settembre 6, 2012

Oggi ho avuto un picco nella giornata in cui mi sono sentito angelo in terra. È stato quando ho incontrato un amico, un compagno di sventura degli antichi splendori; l’ho scorto che arrivava dal mio stesso marciapiede, io ero davanti ad una porta pronto a varcarla, ero li per quello. E quando l’ho visto ho avuto un attimo di esitazione, dovevo decidere se entrare o fermarmi ed incontrarlo. Devo dire che rompeva i miei piani, che comunque non erano per il diletto, e la situazione un po’ mi contrariava. Decisi però di aspettarlo e vedere cosa ne usciva, magari una roba veloce… Leggi il seguito di questo post »


Fuga di mezza estate

febbraio 8, 2012

Parole e pensieri espressi in modo diverso dalla scrittura. Con le immagini.


Impressioni di gennaio

gennaio 13, 2012

Due ore e passa di salita, senza falsi piani o discese, sulla neve e con uno slittino a rimorchio dietro alla schiena da tirare ad ogni passo. Poca cosa dicesi visto che è  fatto apposta per scivolare, ma camminare con le mani libere e assecondare il passo è tutt’altra cosa, specialmente se in salita e per lunghi tratti. La “rampicata” in realtà è cominciata senza ufficialmente cominciare , le intenzioni erano quelle di andare un po’ su proprio per fare una scivolata verso il basso, ma poi con il discorso che più si sale e più si allunga la goduria della discesa.. “Va bene qui o continuiamo ancora?” Dopo un’occhiata in basso al punto di partenza.. “Un po’ più su dai”.
Il punto di partenza era a Valles, ridente e rinomata località montana che prende il nome dall’omonima valle, 1.353 m.s.l.m. in provincia di Bolzano. Lo slittinodotto partiva da uno spiazzo in cui si parcheggiano le macchine e ai cui piedi c’è una casupola di legno che funge da punto di ristoro bar “toiletten” (siamo in Alto Adige, capito mi hai?) e da noleggio di attrezzature varie per la neve. Gli slittini erano messi in piedi sulle code a disposizione di chiunque volesse sborsare tre euro per averne uno. Due sono diventati nostri, uno doppio e uno singolo, eravamo in tre. Poi, giubbotti chiusi guanti serrati e bareta fracada, siamo partiti fronte alla salita con l’intento di farci un baffo del falco Pellegrino indiscusso maestro delle picchiate.

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AAA ragazzi della panchina cercasi

novembre 30, 2011

Dopo l’incontro del 25 novembre al palazzo di giustizia di Pordenone, tra la nostra associazione e il  Tribunale di Pordenone, sul Messaggero Veneto del 26 novembre ha fatto bella mostra di se un articolo intitolato: “ragazzi della panchina assenti in tribunale” in cui l’autore (non si sa chi: riproduzione riservata) punta il dito sul fatto che a suo dire non c’erano ragazzi della panchina presenti all’incontro, neanche come attori. Mi permetto di dissentire e di dire la mia sull’argomento in quanto parte in causa.

Il fatto di dire che i ragazzi erano assenti e usarlo addirittura per fare il titolo, svela un colpevole e grossolano errore di fondo dovuto all’ignoranza di chi ha steso il testo. Nel senso che ignora e non sa, e che evidentemente da solo non c’è arrivato o arrivata. È una notizia non notizia, perché i ragazzi della panchina, quelli tossici intesi nel pezzo (gli altri siamo noi) Leggi il seguito di questo post »